Cariati ritrova le sue radici: il portale genealogico unisce i calabresi nel mondo
Al Museo il confronto con Pantisano e Montesanto: migrazioni, identità plurale e turismo dei ritorni al centro dell’incontro
Ricostruire un albero genealogico per ritrovare una famiglia, un luogo e, in alcuni casi, la strada del ritorno. È il progetto presentato al Museo civico del Mare, dell’Agricoltura e delle Migrazioni di Cariati durante la seconda edizione di “L’emozione dell’identità”, l’incontro dedicato ai calabresi nel mondo e al turismo delle radici.
La manifestazione, inserita nel programma “Un’estate al Museo” dell’Estate Cariatese 2026, si è svolta il 19 agosto. Ospiti principali sono stati Luigi Pantisano, deputato del Bundestag e copresidente nazionale di Die Linke, e Alberto Montesanto, professore associato di Genetica all’Università della Calabria.
Cariati e l’identità di chi vive lontano
L’incontro, ideato dalla direttrice del Museo Assunta Scorpiniti, ha riunito rappresentanti delle comunità italiane in Germania, discendenti di emigrati arrivati dall’Argentina e dagli Stati Uniti, associazioni attive nel Nord Italia, professionisti e giovani che studiano o lavorano all’estero.
«L’andare e il tornare» è stato presentato da Scorpiniti come un processo capace di trasformare l’identità e le opportunità di chi parte, di chi resta e delle comunità che accolgono i migranti.
All’iniziativa hanno partecipato il sindaco Cataldo Minò, la delegata alla Cultura Alda Montesanto e il delegato ai Turismi Antonio Scarnato.
Pantisano: «Sono un cariatese che parla il dialetto dei nonni»
Figlio di emigrati originari di Cariati, Luigi Pantisano è nato a Waiblingen nel 1979. Architetto e urbanista, dal 2025 siede nel Parlamento federale tedesco ed è stato eletto nel giugno 2026 alla guida di Die Linke insieme a Ines Schwerdtner. Il mandato parlamentare è confermato dalla sua scheda ufficiale sul sito del Bundestag.
A Cariati ha ripercorso la storia della propria famiglia e il rapporto con la Calabria, definendosi «un cariatese che parla il dialetto dei nonni, quello che qui non parlano più».
Nel suo intervento ha parlato dell’identità plurale maturata tra Italia e Germania e delle opportunità costruite attraverso il lavoro e i sacrifici delle prime generazioni di emigrati.
«Il fatto che dopo 70 anni di emigrazione italiana in Germania io sia il primo presidente nazionale di un partito con origine italiana dimostra che c’è ancora cammino da fare», ha osservato Pantisano.
Il copresidente di Die Linke ha quindi accostato le migrazioni italiane del Novecento a quelle contemporanee: «Quelli che vengono con le barche sul Mediterraneo e ci muoiono, o vengono in Europa per un altro futuro, non sono diversi dai nostri genitori, che hanno ricostruito la Germania e hanno contribuito a renderla potente, aiutando anche i Paesi d’origine».
Il portale per ricostruire gli alberi genealogici
La parte progettuale dell’incontro è stata affidata ad Alberto Montesanto, professore associato di Genetica del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra dell’Unical.
Montesanto ha presentato il Portale genealogico del Comune di Cariati, sviluppato nell’ambito del progetto dell’Università della Calabria che integra le competenze del DIBEST e del Dipartimento di Ingegneria informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica.
La piattaforma permette di ricostruire legami familiari attraverso registri anagrafici, fonti archivistiche e documentazione territoriale. Il progetto generale comprende anche i portali genealogici di altri Comuni calabresi ed è consultabile sul sito dedicato dell’Unical.
Secondo quanto illustrato da Montesanto, per Cariati sono stati informatizzati circa 23mila documenti provenienti dagli archivi dello stato civile e dalle fonti parrocchiali. Algoritmi e strumenti digitali hanno consentito di collegare le informazioni e ricostruire le relazioni di parentela.
Il sistema restituisce anche dati sulla natalità, sulla mortalità, sulla diffusione dei cognomi e sulla frequenza dei matrimoni. Tra le storie emerse dagli archivi figura quella di una levatrice che, tra il 1867 e il 1908, avrebbe assistito alla nascita di 341 bambini.
Genealogia e turismo delle radici
Il portale nasce anche dalle richieste degli italodiscendenti che raggiungono il Museo per cercare informazioni sulle proprie famiglie. La possibilità di individuare antenati, abitazioni e documenti può trasformare una ricerca digitale in un viaggio nei luoghi d’origine.
Sul rapporto tra genealogia e viaggi di ritorno è intervenuta Nella Leo, referente territoriale di Italea Calabria, il programma promosso dal ministero degli Affari esteri per il turismo delle radici.
L’obiettivo è costruire relazioni durature con le comunità calabresi all’estero, andando oltre la visita occasionale e coinvolgendo musei, archivi, associazioni e amministrazioni locali.
Il ricordo della tragedia di Marcinelle
Una parte dell’incontro è stata dedicata alla Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, istituita in memoria della tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956.
Il professore Luigi Fazio ha letto il racconto “Noi che avevamo la faccia nera”, pubblicato nel 2005 nel volume “Marcinelle” dell’Anfe. È stato inoltre proiettato “L’altra Calabria altrove”, il servizio realizzato da Sky Tg24 sui pionieri dell’emigrazione cariatese in Germania.
Al termine della manifestazione il sindaco Minò ha consegnato agli ospiti il gagliardetto del Comune. La direttrice Scorpiniti ha invece donato le proprie pubblicazioni dedicate alle storie e alla comunità di Cariati.