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15/09/2026 ore 09.50
Società

Caro carburanti a Rende, Gallo propone una stazione comunale senza finalità di lucro

La capogruppo M5S-Sinistra per Rende chiede uno studio di fattibilità e un tavolo tecnico per valutare costi, norme e sostenibilità del progetto

di Redazione

Una stazione di rifornimento gestita dal Comune e priva di finalità di lucro, con l’obiettivo di contenere il prezzo applicato agli automobilisti. È la proposta avanzata dalla consigliera comunale Rossella Gallo, capogruppo del Movimento 5 Stelle-Sinistra per Rende.

Gallo ha depositato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione comunale di avviare uno studio di fattibilità sull’apertura dell’impianto. L’analisi dovrebbe riguardare l’inquadramento normativo, i costi necessari, le modalità di gestione e la sostenibilità economica dell’iniziativa.

La proposta è motivata dall’impatto che, secondo la consigliera, l’aumento dei prezzi dei carburanti sta producendo sulle famiglie, sulle imprese, sugli studenti e sui pendolari dell’area urbana.

Gallo attacca il Governo nazionale

Nella nota che accompagna l’interrogazione, Gallo attribuisce all’esecutivo nazionale la responsabilità di non aver adottato misure sufficienti contro il caro carburanti.

«I continui rincari del prezzo della benzina stanno mettendo in ginocchio il Paese, certificando di fatto il fallimento del Governo Meloni», afferma la capogruppo. Si tratta di una valutazione politica espressa dalla consigliera comunale.

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Secondo Gallo, la situazione sarebbe particolarmente rilevante a Rende per l’elevato numero di persone che ogni giorno devono spostarsi nell’area urbana. «L’aumento dei carburanti è diventato un vero e proprio salasso quotidiano che penalizza duramente le nostre famiglie, le attività produttive, gli studenti e i pendolari», sostiene.

Come funzionerebbe l’impianto

Il modello indicato è quello di una “pompa bianca” pubblica, con erogazione self-service e senza l’obiettivo di produrre utili per l’ente.

Nella proposta, al costo d’acquisto all’ingrosso dovrebbero essere aggiunte esclusivamente le somme necessarie per coprire la manutenzione, il funzionamento e le altre spese dell’impianto.

L’eventuale differenza rispetto ai prezzi praticati sul mercato dipenderebbe, però, dai costi di approvvigionamento, dalle dimensioni della struttura, dagli investimenti iniziali e dalle disposizioni che regolano il settore. Sono questi alcuni degli aspetti che dovrebbero essere approfonditi attraverso lo studio richiesto.

Gli esempi richiamati dalla consigliera

Gallo riferisce che in Italia sarebbero già operative 15 stazioni comunali distribuite in sette regioni. Tra gli esempi menzionati figura quello di Valle Castellana, in Abruzzo, dove sarebbe stato adottato un modello self-service finalizzato alla copertura delle sole spese di gestione.

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La consigliera richiama anche le iniziative intraprese in Calabria dai Comuni di Polia e Bocchigliero, che avrebbero avviato l’iter per dotarsi di analoghe stazioni di rifornimento.

Un progetto di fattibilità sarebbe stato proposto anche a Prato. Gli esempi sono citati da Gallo per sostenere la possibilità di applicare il modello non soltanto nei piccoli centri e nelle aree interne, ma anche in realtà urbane più grandi.

La richiesta di un tavolo tecnico

L’interrogazione sollecita l’istituzione di un tavolo tecnico incaricato di analizzare concretamente il progetto. Il confronto dovrebbe coinvolgere gli uffici comunali e le professionalità necessarie per verificare gli aspetti amministrativi, urbanistici, economici e gestionali.

«Rende ha tutte le potenzialità e le competenze per valutare seriamente questo progetto e diventare un esempio virtuoso su scala regionale», dichiara Gallo.

La capogruppo precisa che la richiesta non riguarda l’immediata realizzazione dell’impianto, ma l’avvio di uno studio preliminare che consenta di stabilire se l’operazione sia legalmente ed economicamente sostenibile.

Ora si attende la risposta del Comune

La proposta dovrà essere esaminata dall’Amministrazione comunale, chiamata a chiarire se intenda attivare il tavolo tecnico e disporre lo studio di fattibilità.

«Chi amministra ha il dovere di esplorare ogni possibile soluzione legale per difendere i cittadini», conclude Gallo, secondo la quale per avviare il percorso sarebbe necessaria adesso «la volontà politica».