Cartelle Tari e avvisi mai ricevuti: cresce il malcontento tra i cittadini di Rende
Sempre più segnalazioni di contribuenti costretti a pagare somme elevate per annualità accumulate negli anni per mancata ricezione della lettera di pagamento. Tra le possibili cause anche problemi legati ai cambi di toponomastica cittadina e numeri civici
Cartelle accumulate, richieste di pagamento improvvise e importi che in alcuni casi sfiorano anche cifre a tre zeri. Cresce il malcontento tra diversi cittadini di Rende alle prese con avvisi e solleciti relativi alla Tari che, secondo alcune segnalazioni, non sarebbero mai stati recapitati negli anni precedenti o recapitati all’indirizzo sbagliato.
Il risultato è che i contribuenti si stanno ritrovando a fare i conti con ingiunzioni riferite a più annualità accumulate. D’altro canto la società che si occupa della riscossione, a detta dei cittadini che l’hanno contattata, si difende dicendo che il sistema dell’invio tramite posta ordinaria è quello usato nei Comuni italiani, e che dovrebbe essere il cittadino a ricordare che in un certo periodo dovrebbe arrivare la notifica di pagamento, e dunque interessarsi a cercare chi se ne occupa per farsi poi inviare i bollettini. Date le problematiche segnalate, la società non si ha inteso caricare con sanzioni e more, sollecitando a riempire i moduli per la rottamazione.
Il problema delle lettere di pagamento mai arrivate riguarderebbe numerosi utenti e potrebbe essere legato anche alle modifiche della toponomastica cittadina, ai cambi di indirizzo e agli aggiornamenti dei numeri civici avvenuti negli ultimi anni.
Una situazione che starebbe generando disguidi nelle notifiche e difficoltà nella corretta ricezione degli avvisi da parte dei contribuenti.
Il risultato, raccontano alcuni residenti, è che molte famiglie si ritrovano improvvisamente davanti a richieste economiche molto pesanti senza aver avuto in precedenza comunicazioni chiare o possibilità di regolarizzare gradualmente la propria posizione.
C’è chi sostiene di non aver mai ricevuto gli avvisi originari e di aver scoperto il debito soltanto con l’arrivo delle cartelle cumulative. Una condizione che costringe molti cittadini a recuperare vecchie ricevute, recarsi agli sportelli e ricostruire pagamenti effettuati anni prima quando basterebbe la possibilità di ricevere gli avvisi tramite pec per essere certi dell’invio e della ricezione. Ma chissà quando uno strumento così semplice ed economico, verrà impiegato.