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25/10/2026 ore 09.00
Società

Collezione Bilotti, Caruso lancia l’allarme: «Senza detrazioni fiscali le opere rischiano di lasciare l’Italia»

Il sindaco di Cosenza sostiene l’appello di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona contro l’abolizione delle agevolazioni per le donazioni d’arte. Nel mirino il rischio di frenare il mecenatismo e compromettere anche nuovi progetti legati al MAB

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Il MaB di Cosenza è una foto perfetta

Il rischio, secondo Franz Caruso, è che una norma fiscale finisca per produrre conseguenze molto concrete sul patrimonio artistico italiano, scoraggiando le donazioni e spingendo collezioni oggi esposte nei musei del Paese verso istituzioni straniere.

Il sindaco di Cosenza interviene a sostegno dell’allarme lanciato da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, erede del mecenate Carlo Bilotti, sul futuro delle opere della collezione di famiglia donate o concesse ai Comuni italiani.

Al centro della questione c’è la cancellazione delle detrazioni fiscali per le donazioni di opere d’arte, misura che, secondo Bilotti e Caruso, rischierebbe di rendere molto meno conveniente per collezionisti, fondazioni ed eredi continuare a mettere a disposizione delle istituzioni pubbliche opere di particolare valore.

«Condivido pienamente il grido d’allarme lanciato da Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona», afferma Caruso, sottolineando il rischio che «autentici capolavori internazionali di arte moderna e contemporanea» possano essere trasferiti verso istituzioni culturali statunitensi o di altri Paesi.

Il legame tra Cosenza e la famiglia Bilotti

Per Cosenza la questione assume un peso particolare.

Da oltre venticinque anni la città beneficia delle donazioni della famiglia Bilotti, che hanno contribuito alla nascita e allo sviluppo del Museo all’aperto Bilotti, il MAB, diventato uno degli elementi più riconoscibili del patrimonio culturale cittadino.

Caruso richiama proprio questa esperienza per spiegare perché, a suo giudizio, la cancellazione delle agevolazioni fiscali rischi di incidere non soltanto sui rapporti già consolidati, ma anche sul futuro del mecenatismo culturale.

«È sugli atti di liberalità di chi ama l’arte che si reggono i musei di tutta Italia», sostiene il sindaco, ricordando il ruolo avuto negli anni da Carlo ed Enzo Bilotti e, oggi, da Roberto Bilotti nella prosecuzione del progetto culturale legato alla città.

Il nodo delle nuove opere per il MAB

Caruso cita anche il percorso di ampliamento della collezione cosentina.

La famiglia Bilotti, nell’ambito della valorizzazione del MAB, ha acquisito recentemente, grazie all’intercessione di Roberto Bilotti con fondazioni e archivi, tre sculture cubiste di Gino Severini, “I tre passi di danza”, destinate a essere collocate su una delle vele di piazza Bilotti.

Ed è proprio su operazioni di questo tipo che, secondo il sindaco, potrebbe pesare il nuovo quadro fiscale.

«Il rischio concreto è che questo percorso non venga portato a compimento perché le fondazioni o gli eredi degli artisti potrebbero non essere più convinti a portare le opere sul territorio», sostiene Caruso.

Il timore espresso è che vengano messi in discussione accordi e rapporti già costruiti nel tempo tra soggetti privati ed enti locali, con ripercussioni dirette sull’offerta culturale delle città.
 

L’appello al Governo

Da qui la richiesta rivolta all’esecutivo.

Caruso invita il Governo a intervenire nella prossima legge di bilancio per cancellare la norma che, secondo quanto denunciato, ha eliminato le detrazioni fiscali per le donazioni di opere d’arte.

«Non possono essere spazzati via assetti convenzionali con gli enti locali già consolidati da anni», afferma il sindaco, che chiede una revisione della disciplina per evitare conseguenze sul patrimonio artistico e sulle politiche culturali dei territori.

Per Cosenza, la preoccupazione riguarda direttamente il futuro del MAB e di un modello costruito negli anni proprio sulla collaborazione tra amministrazione pubblica e mecenatismo privato.