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21/05/2026 ore 19.30
Società

Congo, Mondiali a rischio per epidemia Ebola. Ipotesi ripescaggio per l'Italia?

La federazione congolese ha dovuto cancellare il ritiro di Kinshasa per trasferirlo in Belgio

di Emilia Canonaco

L'Italia potrebbe avere un'altra clamorosa chance di ripescaggio per i Mondiali 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti. Non c'entra la guerra in Iran, ma l'emergenza sanitaria legata all'epidemia di Ebola che sta colpendo la Repubblica Democratica del Congo. Cos'è successo e perché la questione riguarda anche i Mondiali e la Nazionale? Il motivo è che, a causa dell'emergenza, la federazione congolese ha dovuto cancellare il ritiro di Kinshasa per trasferirlo in Belgio. Qui la nazionale africana preparerà le sfide del Gruppo K contro Portogallo, Colombia e Uzbekistan.

La nazionale del Congo potrà contare su 26 convocati: tutti giocano all'estero (tra loro ci sono gli "inglesi" Tuanzebe, Sadiki, Wan-Bissaka e Wissa) e non sono rientrati in patria di recente. In questo senso, gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni temporanee all'ingresso per chi ha soggiornato nelle zone a rischio, mentre in Messico il ministro della Salute ha emesso un'allerta epidemiologica in vista della gara di Zapopan, nei pressi di Guadalajara, tra Congo e Colombia, con quarantena di 21 giorni per i calciatori africani e divieto d'ingresso per i loro tifosi. Se la situazione dovesse farsi più seria, potrebbe impedire al Congo di partecipare ai Mondiali, aprendo di fatto nuovi scenari per un possibile ripescaggio.

Com'è al momento la situazione Ebola in Congo? "Nell’Ituri, le autorità sanitarie hanno registrato più di 500 casi sospetti di Ebola, ma è chiaro che nella comunità ce ne sono sicuramente molti di più" ha spiegato Florent Uzzeni, coordinatore delle emergenze di Medici Senza Frontiere (Msf) nell'Ituri, in Repubblica Democratica del Congo (Rdc).

"Le strutture di isolamento sono piene, per cui le persone non possono recarsi negli ospedali per ricevere cure. E' troppo presto per stimare la portata di questa epidemia - afferma - La priorità, in questo momento, è proteggere la popolazione, gli operatori sanitari e i pazienti, che si tratti di casi di Ebola o che abbiano bisogno di cure per altre patologie".

Un primo caso di trasmissione del virus Ebola è stato confermato in Sud-Kivu, in una zona nell'est della Repubblica Democratica del Congo, sotto il controllo del gruppo armato M23. E' quanto ha reso noto un portavoce del gruppo in un comunicato diffuso stamani. Finora nessun caso era stato confermato in Sud-Kivu.

Risultati di analisi "confermano un nuovo caso di positività che riguarda un campione arrivato da Bukavu, una persona proveniente da Kisangani", nella provincia di Tshopo, nell'est, in cui nessun caso è stato sinora riscontrato, ha affermato il portavoce dell'M23, Lawrence Kanyuka. "La persona, un connazionale di 28 anni, purtroppo è deceduta prima che arrivasse la conferma della diagnosi".