Contrada Muoio Piccolo tra degrado e crescita urbana: l’appello di Perugini
Strade dissestate, rifiuti e servizi insufficienti in una zona in espansione di Cosenza. La nota chiede interventi strutturali e una visione urbanistica complessiva
Una zona in forte espansione urbanistica ma ancora priva di servizi adeguati. È il quadro che emerge da Contrada Muoio Piccolo, area residenziale di Cosenza, al centro di una nota firmata da Pierfrancesco Perugini, che richiama l’attenzione dell’amministrazione comunale sulle condizioni di degrado e abbandono riscontrate negli ultimi giorni.
Nel documento, Perugini descrive una realtà che, nonostante la crescita demografica e edilizia, continua a scontare carenze strutturali e manutentive. «Ho avuto modo di percorrere nei giorni scorsi Contrada Muoio Piccolo – scrive – una zona che negli ultimi anni ha visto crescere significativamente la sua popolazione e il suo tessuto residenziale, diventando di fatto un’area centrale della nostra Cosenza».
Le criticità segnalate riguardano in particolare la viabilità e il decoro urbano. «Quello che ho riscontrato merita attenzione da parte di tutti noi», prosegue Perugini, riferendo di strade troppo strette rispetto all’edificazione in corso, di un manto stradale dissestato, con buche diffuse e tratti ancora sterrati, oltre alla presenza di accumuli di rifiuti che compromettono l’immagine e la vivibilità dell’intera contrada.
Nel corso del sopralluogo, Perugini racconta anche di aver incontrato alcuni residenti impegnati in prima persona nella cura degli spazi comuni. Un atteggiamento che definisce «encomiabile per senso civico», ma che non può, a suo giudizio, sostituire l’intervento pubblico. «È un gesto che dimostra attenzione verso il proprio territorio – sottolinea – ma non può supplire al ruolo dell’amministrazione comunale».
La richiesta che emerge dalla nota è quella di un intervento organico e programmato. «Contrada Muoio Piccolo merita attenzione e una visione programmatica che affronti in maniera integrata le criticità che la affliggono», scrive Perugini, indicando come priorità una raccolta dei rifiuti più puntuale, una maggiore presenza di isole ecologiche e controlli efficaci per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.
Parallelamente, viene sollecitata una manutenzione straordinaria della viabilità, con particolare attenzione ai collegamenti con il centro cittadino, definiti oggi «un rischio per la sicurezza di chi percorre quotidianamente quelle strade». Perugini avverte inoltre del pericolo di interventi frammentari: «Sarebbe miope limitarsi ai soli interventi urgenti. Occorre una riflessione più ampia sull’adeguatezza delle infrastrutture esistenti rispetto alla densità abitativa attuale e futura».
Il tema si allarga così alla pianificazione urbana. «Vista l’espansione e l’edificazione in corso – si legge – bisogna intervenire tempestivamente per sanare i problemi attuali e prevenire ulteriori criticità che potrebbero diventare ancora più gravi nei prossimi anni». Secondo il firmatario, solo un approccio complessivo, che tenga insieme servizi essenziali, viabilità e programmazione urbanistica, può restituire dignità alla contrada.
Nella parte finale della nota, Perugini richiama anche il principio di equità territoriale. «Cosenza non può crescere a macchia di leopardo, con quartieri di serie A e zone dimenticate. Ogni contrada, ogni strada, ogni cittadino ha diritto agli stessi standard di vivibilità e decoro urbano».
Non manca un appello diretto alla cittadinanza. «Mi rivolgo all’intera comunità per un invito alla responsabilità civica: non si possono continuare ad abbandonare rifiuti per strada, trasformando la nostra città in una discarica a cielo aperto». All’amministrazione comunale, invece, Perugini si rivolge «con spirito costruttivo e privo di intenti polemici», chiedendo «volontà politica e una programmazione attenta alle esigenze concrete di ogni parte del territorio».
La conclusione guarda al futuro della città. «La migliore prospettiva di Cosenza si costruisce oggi – scrive –. Le scelte del presente determineranno il futuro della nostra comunità. Solo garantendo sviluppo e servizi essenziali si potrà consentire a noi giovani di realizzare i nostri sogni qui, senza doverla abbandonare».