Corigliano Rossano, le demolizioni dei box abusivi del mercato ittico come monito alle mafie
Il sindaco Flavio Stasi ha pubblicato un video in cui segue in prima persona gli interventi di bonifica a Schiavonea: «Qui per anni nessuno ha visto nulla, nè ha saputo come siano sorte queste strutture»
Proseguono ininterrottamente gli interventi di ripristino della legalità nell’area del mercato ittico di Corigliano Rossano. Un’azione che si inserisce in un percorso amministrativo più ampio, avviato già a novembre, quando la giunta comunale ha dato indirizzo per presentare la richiesta di accesso alla misura europea dedicata alla pesca. Ma che, nella quotidianità, rappresenta un’azione concreta al contrasto delle mafie e della criminallità che nell’area della Sibaritide spesso fa parlare di se.
L’obiettivo del Comune è quello di predisporre un progetto capace di migliorare il mercato ittico di Corigliano Rossano, attraverso la riorganizzazione degli spazi, l’introduzione di impianti più efficienti e la garanzia di condizioni adeguate alle attività della marineria locale. In questo contesto si collocano le demolizioni dei box abusivi del vecchio mercato ittico di Schiavonea, strutture legate ad ambienti criminali e rimaste per anni nell’area portuale. Ieri pomeriggio il sindaco Flavio Stasi ha pubblicato un video nel quale documenta il procedere degli interventi, seguendoli in prima persona.
Nel lungo post che accompagna le immagini, il primo cittadino ha voluto sottolineare il valore simbolico e concreto di quanto sta avvenendo. «Su questa terna confiscata alla mafia, quasi sei anni fa, ho chiesto di applicare un adesivo, con lo stemma del Comune e la scritta "Stiamo lavorando per voi"», ha scritto Stasi.
«Campeggiava ben visibile il giorno dopo mentre il mezzo meccanico abbatteva l’ex lido Arca di Noè, che era rimasto lì per anni quasi fosse intoccabile», ha ricordato il sindaco, spiegando come «quella stessa terna, con l’adesivo scolorito dal sole», sia oggi impegnata «mentre demolisce i box abusivi del Mercato Ittico». Un passaggio che diventa anche una denuncia. «Nessuno li ha visti per anni, nessuno ha visto quando sono stati realizzati, nessuno ha visto che si ingrandivano, che ostruivano finestre e porte», ha scritto Stasi, riferendosi a strutture che per lungo tempo sono rimaste sotto gli occhi di tutti.
Il sindaco ha inoltre evidenziato che «a poche settimane dalla concessione demaniale, ottenuta dopo 27 anni, di questi box abusivi invisibili a tutti (ma non a noi) non è rimasto quasi nulla». Un risultato che, secondo il primo cittadino, non è episodico ma parte di un disegno coerente. «Sembrerà poco, ma in questo credo ci sia un filo che unisce questi anni di lavoro, di fatica, di coraggio, di simboli importanti e di spazi restituiti alla comunità», ha concluso Stasi, sottolineando come si tratti di aree «liberate, sui quali finalmente possiamo costruire uno sviluppo, come per il Mercato Ittico». «Ci tenevo a condividerlo con voi».