Cosenza si inginocchia alla Madonna del Pilerio, è il giorno della Santa Patrona
La città rinnova la devozione con celebrazioni solenni, la processione dell’icona e la testimonianza del Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa. Una ricorrenza segnata dal richiamo ai miracoli del 1576 e del 1854
Oggi è il giorno della Madonna del Pilerio, una ricorrenza che quest’anno ha un significato tutto particolare. Da giorni è stata collocata nella Chiesa Cattedrale l’icona originale della madonna del Pilerio custodita nella cappella davanti al pilastro così come doveva apparire secoli fa, quando era esposta per il culto dei fedeli.
Cinquant’anni fa, nel corso dell’episcopato di monsignor Enea Selis, veniva autorizzato il restauro che restituì ai fedeli la bellezza dell’Icona bizantina alla Chiesa e alla città di quella tavola che era stata ridipinta. Quest’anno la venerata immagine sarà portata in processione per le vie della Città come segno conclusivo del settenario che ha avuto come tema “Quattrocentocinquant’anni di cura materna” animato dalle foranie e accompagnato da momenti liturgici e da catechesi che ha offerto spazi meditativi per vivere quest’aspetto della vita cristiana.
Questa mattina alle ore 11.30 presiederà il solenne pontificale e l’offerta del Cero votivo Sua Beatitudine il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme e, alla fine della celebrazione, benedirà anche l’icona della Vergine di Palestina donata dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme – sezione di Cosenza e che sarà collocata nella cappella dell’Assunta luogo di preghiera e di incontro dei Cavalieri che animano e sostengono i cristiani di Terra Santa e hanno la loro sede nell’annesso Torrionetto medievale della Cattedrale bruzia.
Alle ore 17.30 il Patriarca Pizzaballa incontrerà la Città di Cosenza nel Teatro Rendano per una testimonianza sulla situazione a Gaza e in Medioriente mentre al mattino, dalle 9 2 alle 10, avrà un momento di incontro e di riflessione con i rappresentanti degli Uffici pastorali diocesani e delle aggregazioni laicali della diocesi.
La celebrazione della santa messa sarà trasmessa in diretta televisiva sul canale 75 del Digitale Terrestre e sui canali social della Cattedrale e di Parola di Vita. L’incontro serale nel teatro Rendano sarà trasmesso integralmente sui canali social di LaC TV e in streaming a partire dalle ore 17.15. Nella sera del 12 febbraio è stato organizzata una cena di beneficenza per sostenere le opere del Patriarcato e le emergenze in terra Santa.
Le origini del culto
L’origine della devozione affonda le radici nel 1576, quando la peste infestava ogni casa e mieteva morti su morti. I cosentini avevano bisogno di credere in qualcosa, di appigliarsi ad una speranza e di voltare pagina. Durante un momento di preghiera collettiva, si notarono delle macchie sull’icona della Santa: la gente interpretò la cosa come un atto d’amore, come un miracolo che da lì a poco avrebbe segnato la fine dell’epidemia. Nel 1854 la Madonna del Pilerio salvò per la seconda volta Cosenza, questa volta a margine di un devastante terremoto che causò centinaia di morti tra le macerie.
Poche vittime, pensarono in città al netto della violenza delle scosse e dei soccorsi che non arrivarono praticamente mai. Il secondo miracolo fu ricondotto ancora a quella che un anno dopo diventò ufficialmente la patrona dei cosentini, da celebrarsi ogni anno il 12 febbraio.