Cosenza, conclusa la terza edizione del Festival Frontiere
La rassegna si è conclusa con la Veglia di Pentecoste nella Chiesa di Santa Teresa dove Monsignor Checchinato ha presentato la Lettera pastorale dal titolo “Sentinella, quanto resta nella notte?”
Conclusa la terza edizione del Festival Frontiere, organizzato dall’Ufficio Migrantes e Caritas dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano con il patrocinio di Università della Calabria, Comune di Cosenza e il sostegno delle Fondazioni Migrantes e Carical. Svoltosi dal 19 al 23 maggio Frontiere Festival quest’anno ha affrontato 4 temi: ripopolamento, disarmo, ospitalità e futuro. Il direttore Pino Fabiano spiega che il festival è sempre più radicato nel territorio cosentino, e che attraverso panel, laboratori, musica e arte coinvolge diverse zone della città unite dalla voglia di partecipare.
Dopo l’anteprima dell’8 maggio, dedicata alla “Teologia del Mediterraneo”, definito da Papa Francesco come il “mare del meticciato”, Frontiere è iniziato martedì 19 maggio all’Università della Calabria con la giornata inaugurale Frontiere & Ripopolamento sul tema “Migrazioni, Ripopolamento, Rigenerazione”. Durante l’incontro con docenti, studenti, enti pubblici e privati, terzo settore e organizzazioni locali, si è discusso di migrazioni, accoglienza e rigenerazione come strumenti contro lo spopolamento; in seguito, con il Laboratorio delle Idee del Living Lab Unical, i partecipanti con la tecnica dell’Open Space Technology hanno immaginato scenari futuri e proposto idee operative per i piccoli paesi.
La giornata si è conclusa al TAU con lo spettacolo “Fate i tuoni” di Michele D’Ignazio. Il 21 maggio, in piazza XI settembre, la pace l’ha fatta da padrone. La pace non è un intervallo tra due guerre. La pace è un fenomeno che plasma il vivere civile e per realizzarla “dobbiamo anzitutto mandare a casa i guerrafondai”. Questo uno dei messaggi lanciati durante la seconda giornata Frontiere & Disarmo nel panel moderato da Alfonso Senatore. Si è parlato di disarmo, di guerre dal Medio Oriente, Palestina, all’Africa Sub-Sahariana. Ma, soprattutto, si è dato voce alla pace che, come ha dichiarato anche Nico Piro, 2 giornalista inviato di guerra e scrittore, “non trova spazio nei media perché intorno alla guerra ci sono troppi interessi economici causati dall’Uccidente che va in giro ad ammazzare le persone, la pace non fa marketing”.
Lo stesso Papa Leone XIV qualche giorno fa, davanti agli studenti dell’Università Sapienza di Roma aveva espresso forte preoccupazione per l’aumento “enorme e allarmante” della spesa militare europea a scapito degli investimenti per il bene comune. Insieme a Nico Piro la denuncia di Marie Jeanne Balagizi, attivista congolese in Italia, che ha parlato dell’Africa sub-sahariana assediata dal capitalismo mondiale e la testimonianza di don Nandino Capovilla di Pax Christi, che ha ricordato la sua esperienza in Terrasanta, da cui è stato espulso un anno fa.
Dalle parole ai fatti: giovedì sera il centro di Cosenza si è colorato di arcobaleno con il flash- mob “S-Cateniamo la pace” che è stato animato da tante realtà sociali della città. Venerdì 22 maggio in piazza Santa Teresa si è parlato invece di Frontiere; Ospitalità con un focus sui salvataggi in mare, le rotte di arrivo attraverso le montagne e l’accoglienza dei migranti. Moderati da Claudio Dionesalvi, sono intervenuti Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo; Rosamaria Aquino, giornalista di Report, impegnata attualmente a raccontare il processo della Strage di Steccato di Cutro; Jonas Donazzolo, religioso scalabriniano, che ha portato la sua testimonianza sulla brutale rotta balcanica e infine Francesca Rocca, che ha illustrato la Rete di accoglienza diffusa che unisce le realtà di accoglienza diffusa della Calabria. Sabato 23 maggio la conclusione del Festival è stata sul Futuro con il laboratorio per i minori stranieri non accompagnati (Msna) e tutori guidato da Alberto Polito, il laboratorio artistico guidato dall’artista Gianluca Salamone, che ha realizzato il mosaico “Frammenti di pace” e poi in piazza 11 settembre la Jam Hip Hop con un palcoscenico rap e freestyle pieno di giovani entusiasti e partecipi grazie al progetto “Keep it Real”.
In un contesto geopolitico segnato da guerre e sofferenza estrema, la “terza guerra mondiale a pezzi”, come l’aveva definita anni fa Papa Francesco, noi da Cosenza vogliamo dare un forte messaggio di pace, di fraternità e di speranza per il futuro, con la consapevolezza che, sempre come ci ha insegnato Papa Francesco nel 2019 “un piccolo passo fa grande il cammino”. Frontiere 2026 si è concluso con la Veglia di Pentecoste nella Chiesa di Santa Teresa dove Monsignor Checchinato ha presentato la Lettera pastorale dal titolo “Sentinella, quanto resta nella notte?”, strumento per un discernimento comunitario su cui le comunità dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano avranno modo di confrontarsi nei mesi a seguire.