Cosenza, docenti e attivisti esprimono sconcerto per le identificazioni a Via Savoia
In una lettera indirizzata a Prefetto e Comune: «Lavoriamo nella tutela del diritto all'istruzione e a una vita dignitosa e inviamo il nostro più totale sostegno alle famiglie colpite da quest'azione di forza»
Siamo docenti, educatrici, educatori, ricercatrici, ricercatori, formatrici e formatori di questa città e, come professionistə, donne e uomini che, ogni giorno, si impegnano per garantire il diritto all’istruzione, lavorare sul futuro di bambinə e giovani, costruire un modello di scuola e conoscenza altro, non possiamo che esprimere il nostro sdegno e la nostra preoccupazione di fronte a quanto accaduto, la mattina del 22 aprile scorso, nello stabile di Via Savoia dove, da ormai 10 anni, vivono pacificamente decine di famiglie, con un considerevole numero di minori.
Come le stesse cronache hanno riportato e come denunciato pubblicamente dal Comitato Prendocasa Cosenza, la Prefettura cittadina, con l’avallo complice del Comune, ha ordinato un’azione coatta di censimento, l’ennesima perpetrata ai danni di donne, uomini e bambinə. Al solo scopo di intimidire, visto che il settore Welfare conosce benissimo, e da molto tempo, la situazione di ognuna di loro.
Allora, ci chiediamo, censire a quale scopo? Per un’azione di sgombero che, a livelli istituzionali più alti, stanno già meditando e preparando, per far contenta, magari, anche qualche fazione politica che, periodicamente, non manca di scagliarsi contro le occupazioni abitative di questa città, fingendo di dimenticare le gravi colpe e mancanze della politica in termini di garanzia dei diritti sociali.
Crediamo che “fermare" decine di famiglie e bambinə, con il pretesto di una schedatura, impedendo loro il normale svolgimento della giornata lavorativa e scolastica, infligga una mortificazione a chi, ogni giorno, fa già i conti con la precarietà. Bambinə costrettə a uscire di casa, in ordine progressivo, come fossero pedine di un campo di lavoro, sottopostə a una vergognosa “conta” degna dei più autoritari regimi. Scene cui, nella nostra solidale città, non siamo disposti ad assistere.
Come docenti, impegnatə nella tutela del diritto all'istruzione e a una vita dignitosa, inviamo il nostro più totale sostegno alle famiglie colpite da quest'azione di forza, e il nostro completo supporto al Comitato Prendocasa Cosenza, invitando la Signora Prefetta e il Signor Sindaco ad aprire un tavolo di discussione, serio e permanente, sull’emergenza abitativa in questa città, invece che procedere ad azioni intimidatorie che minano la stabilità psicologica di chi, già, vive una quotidiana precarietà. Educare significa, anzitutto, avere cura.
Istruire significa, anzitutto, fornire i mezzi per la realizzazione di un percorso il più autonomo possibile. Firmare significa ricordarsi che, di fronte, non abbiamo numeri, ma progetto di vita, tutti meritevoli di essere vissuti al meglio. E, possibilmente, partendo da un tetto stabile sulla testa.
Per aderire all'appello, è sufficiente inviare una mail all'indirizzo calabria@docentipergaza.it, indicando semplicemente nome e cognome
Primi firmatari appello
- Docenti per Gaza Calabria
- Massimo Ciglio
- Mariafrancesca D'Agostino
- Claudio Dionesalvi
- Giuseppe Bornino
- Domenico Passarelli
- Alessandra Mancuso
- Serena Criscuolo
- Angela Scocchieri
- Maria Federico
- Donato Martano
- Rosanna Bartolo
- Doris Bellomusto