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06/10/2026 ore 12.06
Società

Cosenza, il capo della Squadra Mobile Valerio: «Fari puntati sulla criminalità e lo spaccio di droga»

Il Questore Antonio Borelli ha presentato il nuovo dirigente della Questura bruzia proveniente da Bari. Per lui esperienze anche a Crotone, Milano, Palermo e Foggia

di Antonio Clausi
Giuseppe Valerio, capo della Squadra Mobile di Cosenza

Idee chiare quelle di Giuseppe Valerio, nuovo capo della Squadra Mobile della Questura di Cosenza. Un reparto che, circoscrivendo il campo agli ultimi mesi, ha risolto in pochi giorni il plurimo omicidio di Amendolara e in mezza giornata quello di Sangineto. Il Questore Antonio Borelli ha presentato questa mattina il nuovo responsabile del reparto. Pugliese, 46 anni, ha maturato esperienze nei posti più caldi del sud Italia, iniziando a lavorare proprio nella Squadra Mobile di Crotone. Poi Milano, Foggia, Palermo e Bari, la sua città natale, come dirigente della sezione criminalità organizzata.

«La Squadra Mobile di Cosenza, diretta egregiamente negli ultimi 18 mesi da Gianni Albano che ringrazio per il lavoro svolto, produce un numero esorbitante di arresti e di sequestri di droga - ha detto Borelli che si è accomodato in mezzo a Valerio e al Vice Questore Roberta Martire -. Nel 2025 sono state 249 le diverse tipologie di sostanze stupefacenti rinvenute in tutta la provincia. Il dottore Valerio è una scelta di primo ordine effettuata dal Ministero. Vanta un ottimo curriculum, avendo già avuto a che fare con differenti forme di criminalità organizzata. Tra queste la temibile mafia foggiana e la Sacra Corona Unita barese».

Valerio: «Così opererà la Squadra Mobile di Cosenza»

Giuseppe Valerio, dal canto suo, ha ringraziato il Servizio Centrale Operativo per la decisione di affidargli la direzione della Squadra Mobile di Cosenza. «Sono consapevole della grande responsabilità, ma sono abbastanza sereno perché ho al mio fianco donne e uomini di grande valore - ha evidenziato -. Continuerò il percorso tracciato da Albano, migliorando qualcosa se sarà necessario. Non conoscevo Cosenza, ma è un onore tornare in Calabria, terra alla quale sono affezionato. Focalizzeremo la nostra attenzione sulla criminalità organizzata e quella diffusa, sullo spaccio di droga, sui reati contro il patrimonio pubblico e sulla criminalità straniera».

Impossibile non tracciare un paragone sugli ambiti di lavoro affrontati nelle passate esperienze. «La criminalità altrove è strutturata in maniera differente - ha evidenziato -. Ad esempio in Puglia ha un approccio camorristico. La mafia foggiana non è molto pubblicizzata, ma è estremamente violenta, ancorata ad una vecchia mentalità. Discorso differente a Bari, dove i clan sono entrati nell’ottica del business». 

L’importanza dei Commissariati

Borelli e Valerio hanno evidenziato quindi l’importanza dei quattro commissariati dislocati nella provincia di Cosenza: Diamante, Paola, Castrovillari e Corigliano Rossano. «Dove registreremo delle criticità, interverremo con rapidità. L’estensione del territorio incide, ma non significa che la risposta debba essere differente» ha rimarcato il nuovo capo della Squadra Mobile raccogliendo l’invito del Questore a proseguire la proficua collaborazione nelle fasi di accertamento con gli agenti degli stessi Commissariati. «Si sono create delle squadre miste, formate da uomini e donne in servizio a Cosenza e da altrettanti dispiegati sui territori» ha chiosato.

Passaggio finale dedicato ai migranti e allo sfruttamento che avviene nelle campagne del Meridione. «Il caporalato è una piaga comune a molte zone del sud - ha sintetizzato Valerio -. A Foggia, per esempio, c’è Borgo Mezzanone che conta 5 mila abusivi in un’area di Manfredonia. Hanno occupato un’intera pista aerea...».