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19/05/2026 ore 17.00
Società

Cosenza, la scalinata di via Calabria sarà intitolata a Pietro Tarsia

L’ingegnere capo del Genio Civile lavorò alla ricostruzione del teatro Rendano, danneggiato dalle bombe degli alleati al termine della seconda guerra mondiale

di Emilia Canonaco

Sarà intitolata a Pietro Tarsia, compianto ingegnere capo del Genio Civile di Cosenza, scomparso il 27 maggio del 2021, la scalinata di via Calabria. La cerimonia di intitolazione è prevista per giovedì 21 maggio, alle ore 18,30, alla presenza del Sindaco Franz Caruso, dei figli dell’ingegnere Tarsia, Francesca e Francesco, e del Presidente della Commissione consiliare Urbanistica del Comune di Cosenza, Francesco Turco. Pietro Tarsia è stato una vera e propria personalità nel mondo dell’ingegneria calabrese.

Lunghissimo il suo percorso professionale che lo ha visto impegnarsi, con tutte le sue forze e capacità, per l’obiettivo di rendere più moderna e funzionale la sua terra di Calabria. “La città di Cosenza è onorata e orgogliosa – sottolinea il Sindaco Franz Caruso – di celebrare la memoria dell’ing.Pietro Tarsia, figura e professionista di primissimo piano nel campo dell’ingegneria nazionale che ha dato lustro a tutta la Calabria e, in particolare, alla provincia e alla città di Cosenza. Intitolargli la scalinata di via Calabria significa eternare il suo ricordo e riconoscere i suoi altissimi meriti professionali che ha avuto modo di dimostrare partecipando alla realizzazione di opere importanti, compresa la ricostruzione del nostro teatro di tradizione “Alfonso Rendano”.

Pietro Tarsia rappresenta un esempio di professionista illuminato e di grande operosità per tutti gli ingegneri presenti e futuri. La sua lezione, umana e professionale – ha aggiunto Franz Caruso – può essere, a giusta ragione, additata alle nuove generazioni come condotta esemplare da seguire per il conseguimento di quegli obiettivi che Pietro Tarsia ha saputo raggiungere con il sacrificio, il rigore e la passione, qualità che gli hanno fatto meritare l’apprezzamento unanime della nostra comunità”.

Partendo dal territorio della provincia di Cosenza, Tarsia ha fatto parte di quella categoria di eccellenti professionisti, impegnati, nell’immediato dopoguerra, a ricostruire un Paese devastato e che, armati di regolo e calcolatrice a manovella, hanno progettato l’autostrada del Sole, disegnato le reti idriche che, ancora oggi, portano l’acqua nei nostri rubinetti, costruito strade e viadotti nella punta più estrema e arretrata dello Stivale. Tra le tante opere realizzate dall’ing.Pietro Tarsia anche quelle di regimentazione del fiume Crati.

E’ stato, inoltre, collaudatore di opere strategiche per la Calabria: dagli edifici dell’Università degli Studi della Calabria ai viadotti di accesso alla Stazione Ferroviaria di Vaglio Lise di Cosenza; dal porto di Cetraro a quello di Corigliano; dalla nuova Basilica Santuario di San Francesco di Paola, alla centrale Enel di Rossano. Insomma, un professionista a tutto tondo che ha lavorato instancabilmente per la civilizzazione della Calabria. Tra i tantissimi suoi lavori, però, se ne si ricorda uno in particolare: la ricostruzione del Teatro “Rendano” di Cosenza, che nel 1990 gli è valso il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferitogli dal presidente della Repubblica, Francesco Cossiga.

Nel 2016, insieme ad altri ventuno ingegneri con oltre cinquant’anni di professione, è stato celebrato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza e dalla Fondazione Mediterranea per l’Ingegneria. Pietro Tarsia è stato un uomo e un professionista apprezzatissimo, che ha contribuito a fare la storia dell’ingegneria bruzia.

Una persona che ha fondato la propria vita e la propria attività professionale su quel binomio inscindibile tra “scienza e coscienza”, intesa anche come condizione per competere in un mercato difficilissimo e per lavorare tenendo presente il bene della collettività quale fine ultimo di chi è chiamato a progettare cose che gli sopravvivranno.