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23/10/2026 ore 18.36
Società

Cosenza, nasce C.U.R.A.: UniCal, Comune, sanità e volontariato insieme per il centro storico

Presentato a Palazzo dei Bruzi il progetto già operativo che punta a mappare fragilità, bisogni e servizi nella città vecchia. Al centro anziani e persone vulnerabili, con l’obiettivo di costruire un nuovo modello di welfare di comunità

di Redazione

Una rete stabile tra università, istituzioni, sanità, Chiesa e volontariato per conoscere meglio le fragilità del centro storico di Cosenza e costruire risposte più efficaci ai bisogni sociali.

È l’obiettivo di C.U.R.A. – Comunità Urbane in Rete per l’Ascolto, il progetto presentato nel Salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi e già entrato nella sua fase operativa.

L’iniziativa nasce dal protocollo d’intesa sottoscritto nei mesi scorsi tra Università della Calabria, Comune di Cosenza, Asp, Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e CSV Cosenza.

Alla presentazione hanno preso parte il rettore dell’UniCal Gianluigi Greco con la delegata al Public Engagement Emanuela Pascuzzi, il sindaco Franz Caruso con l’assessore al Welfare Veronica Buffone, la vice dirigente del settore Welfare e dell’ATS Sofia Vetere, il direttore generale dell’Asp Angelo Vittorio Sestito, il direttore del Distretto sanitario Cosenza-Savuto Sisto Milito, l’arcivescovo Giovanni Checchinato, il direttore della Caritas diocesana Pino Fabiano, la presidente del CSV Cosenza Lucia Rachele Celebre e la direttrice Mariacarla Coscarella.

Una fotografia delle fragilità del centro storico

C.U.R.A. punta a rafforzare il welfare di comunità nella città vecchia, con particolare attenzione agli anziani e alle persone più vulnerabili.

Il progetto parte da alcune criticità già individuate: la frammentazione delle informazioni sui bisogni sociali, la difficoltà di alcune persone fragili a raggiungere i servizi e la scarsa integrazione tra interventi pubblici, privato sociale e reti informali.

Per questo è già stata avviata una fase di ascolto attraverso interviste a rappresentanti istituzionali, comitati di quartiere, enti ecclesiastici, congregazioni religiose, realtà del terzo settore, gruppi impegnati in attività socio-assistenziali e culturali ed esperti del centro storico.

Il materiale raccolto servirà alla costruzione di un vero e proprio Profilo di comunità, capace di mettere insieme bisogni, risorse già presenti e soggetti disponibili a collaborare.

Una mappa digitale di servizi, popolazione e criticità

Accanto all’ascolto sul campo, il progetto sta sviluppando una complessa attività di mappatura GIS, con l’obiettivo di leggere il centro storico anche attraverso dati territoriali e socio-demografici.

Una prima fase ha riguardato la costruzione di un Sistema Informativo Territoriale basato sui dati Istat, organizzati per sezioni censuarie e aggregati secondo quattro sotto-ambiti parrocchiali. La seconda fase riguarda invece la localizzazione di servizi e funzioni presenti nell’area: attività economiche, presidi pubblici e del privato sociale, scuole, strutture sanitarie e realtà religiose.

A queste informazioni saranno affiancati i dati del Distretto socio-sanitario e dell’Ambito Territoriale Sociale di Cosenza, così da ottenere una lettura più completa dei bisogni socio-sanitari e assistenziali della popolazione.

Dai crolli alle barriere per la mobilità

La terza parte del lavoro entrerà ancora più nel dettaglio della struttura fisica della città vecchia. Saranno mappati spazi verdi, aree pubbliche, edifici inagibili e crolli, insieme alle condizioni della mobilità, con particolare attenzione ai dislivelli e ai punti più difficili da attraversare per anziani e persone con ridotta capacità motoria.

Tutte le informazioni confluiranno nello stesso sistema digitale, permettendo di incrociare dati sociali, sanitari e territoriali.

L’obiettivo finale è far emergere bisogni che spesso restano fuori dai canali tradizionali dei servizi e mettere a disposizione di istituzioni e realtà sociali una base comune sulla quale programmare gli interventi.

Il 5x1000 dell’UniCal destinato al progetto

C.U.R.A. è stato inoltre scelto come prima azione strategica dell’Università della Calabria per il 2026 finanziata attraverso il 5x1000.

Una scelta con cui l’Ateneo inaugura una linea di utilizzo di queste risorse destinata interamente a progetti con un impatto diretto sul territorio.

L’ambizione è trasformare il centro storico in un laboratorio di welfare condiviso, nel quale la conoscenza scientifica non rimanga confinata all’università ma diventi uno strumento concreto per mettere in comunicazione servizi, istituzioni e comunità.