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06/07/2026 ore 14.23
Società

Cosenza piange Dario Ottolenghi, una vita al servizio della scuola e degli insegnanti

Per decenni ha aiutato migliaia di docenti tra graduatorie, ordinanze e concorsi. Il ricordo commosso di colleghi e conoscenti: «Una persona perbene, sempre disponibile e competente»

di Alessia Principe

Se n'è andato Dario Ottolenghi, figura conosciutissima a Cosenza e punto di riferimento per generazioni di insegnanti, aspiranti docenti e personale della scuola. La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione, testimoniata dai tantissimi messaggi comparsi in queste ore sui social, dove amici, colleghi e semplici cittadini hanno voluto ricordarne le qualità umane e professionali.

Per molti il suo nome era indissolubilmente legato a quel piccolo chiosco di fronte al Comune di Cosenza, diventato negli anni una tappa obbligata per chi cercava informazioni su graduatorie, concorsi, ordinanze ministeriali e procedure amministrative. Prima ancora che internet rendesse immediatamente accessibili circolari e decreti, Ottolenghi rappresentava una fonte autorevole e sempre aggiornata, capace di orientare migliaia di lavoratori della scuola.

«Sempre aggiornato, sempre pronto a chiarire, sempre disponibile a condividere ciò che sapeva per aiutare gli altri a capire meglio il mondo della scuola. Molto più efficace di qualsiasi struttura organizzata, perché animato da un autentico senso del servizio», scrive chi lo ha conosciuto da vicino.

La sua competenza era riconosciuta da tutti, ma a renderlo speciale era soprattutto il modo con cui metteva le proprie conoscenze a disposizione degli altri. C'era chi si affidava a lui per compilare domande e ricorsi, chi acquistava le ordinanze ministeriali, chi semplicemente passava a chiedere un consiglio. E quasi sempre usciva con una soluzione.

«Con la sua ironia e la sua sagacia riusciva sempre a trovare rapidamente una risposta a ogni problema», ricorda un'ex collega. «Era un punto di riferimento soprattutto per chi cercava lavoro nella scuola».

Molti lo descrivono come una persona garbata, equilibrata e discreta. «Mai una parola fuori posto, mai un gesto inutile: solo dedizione, correttezza e quella sagacia che nasce dall'esperienza e dall'onestà intellettuale», si legge in uno dei tanti messaggi di cordoglio.

Non mancava mai un momento di leggerezza. Davanti al computer, mentre seguiva pratiche e documentazione, trovava il tempo per parlare di cinema, raccontare storie vere o mostrare con entusiasmo le sue collezioni. Un modo spontaneo di creare relazioni che lo rendeva familiare a chiunque varcasse la soglia del suo ufficio.

Tra i ricordi più ricorrenti c'è anche una frase diventata quasi un marchio di fabbrica: «Trovate una sistemazione, che voglio andare in pensione!», ripeteva sorridendo ai tanti precari della scuola che aiutava quotidianamente. Una battuta che oggi torna nei messaggi di chi lo saluta con affetto.

Alla commozione del mondo della scuola si unisce quella dell'UNUCI Calabria. «Oggi è un bruttissimo giorno per tutti noi – scrive l'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia –. Grazie di tutto e di vero cuore. Chi vive nei ricordi non muore mai».

Numerosi anche i messaggi che ricordano il suo impegno come ufficiale dell'Esercito in congedo e la sua figura di «gentiluomo», capace di coniugare rigore professionale e profonda umanità.

«Cosenza perde una benemerita personalità della scuola italiana», scrive chi lo ricorda dagli anni in cui, agli inizi della carriera scolastica, il suo chiosco rappresentava un passaggio quasi obbligato per orientarsi tra norme e graduatorie.