Cosenza si prepara alla festa del vino, Branda: «La vera sfida comincia dopo la sagra»
Presentata l’edizione 2026, che si aprirà il 6 ottobre con la consegna al sindaco della bandiera di “Cosenza Città del Vino”. Poi sei giorni di iniziative fino al tradizionale appuntamento di Donnici
La Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici arriva alla 44ª edizione e nel 2026 prova ad allargare il proprio orizzonte, mettendo insieme la forza di una tradizione consolidata e una nuova strategia di promozione enoturistica per Cosenza.
La manifestazione è stata presentata oggi con un programma che prenderà il via martedì 6 ottobre e che avrà uno dei suoi momenti simbolici nella consegna al sindaco della bandiera di “Cosenza Città del Vino” da parte del presidente dell’associazione nazionale.
Un passaggio che, nelle intenzioni dell’amministrazione, vuole andare oltre la dimensione celebrativa e diventare il punto di partenza per un progetto più ampio.
Branda: «La sfida vera comincia il giorno dopo»
A sottolinearlo è l’assessore Rosario Branda, che individua proprio nel riconoscimento di “Città del Vino” uno degli elementi più importanti di questa edizione.
«Le novità sono tante. Intanto le associazioni di Donnici si sono riunite in un’associazione temporanea di scopo, tutte insieme, per organizzare al meglio la tradizionale sagra che si svolgerà nei tre giorni finali di venerdì, sabato e domenica».
Poi il passaggio più significativo: «L’altra novità importante è la consegna della bandiera di Cosenza Città del Vino da parte del presidente dell’associazione al sindaco, che aprirà la festa il 6 ottobre».
Ma, aggiunge Branda, «l’idea è quella di fare sei giorni bellissimi, sapendo però che la sfida vera comincia il giorno dopo, comincia il 12».
«Cosenza hub dell’enoturismo provinciale»
Per l’assessore, infatti, entrare nel circuito delle Città del Vino deve significare costruire un’offerta stabile e non limitata ai giorni della manifestazione.
«Entrare nel circuito di Città del Vino significa promuovere l’offerta enoturistica, richiamare il turismo gastronomico nella città e intorno alla città. Non solo Cosenza, ma Cosenza come hub dell’intero bacino provinciale, almeno di quello che affaccia sulla Valle del Crati».
L’obiettivo è quello di sviluppare un lavoro continuativo capace di mettere insieme turismo, produzione agricola e filiera corta.
«Bisogna fare in modo che questa esperienza possa continuare tutto l’anno, valorizzando anche le produzioni tipiche del territorio».
Cosenza e Donnici, un unico racconto
La novità del programma potrebbe far pensare a uno sdoppiamento tra Cosenza e Donnici, ma Branda respinge questa lettura. «In realtà non è uno sdoppiare, è un’unica cosa, con due messaggi diversi». Da una parte c’è Donnici, con una manifestazione arrivata alla 44ª edizione e ormai parte della storia cittadina. «Donnici è Donnici, è la 44ª sagra e quindi non ha bisogno di essere raccontata», osserva Branda. Dall’altra c’è Cosenza, che vuole provare a rafforzare la conoscenza e la percezione della Doc Donnici.
«Cosenza vuole approfondire la conoscenza sulla Doc Donnici, facendola percepire come merita, come un vino di qualità e facendo emergere il grande lavoro che fanno i produttori, che rappresenta una ricchezza vera per questo territorio».
Il 6 ottobre il primo appuntamento
La giornata inaugurale del 6 ottobre sarà dedicata proprio al riconoscimento di Cosenza come Città del Vino. Dopo l’apertura e i saluti istituzionali, è prevista la consegna della bandiera e del sigillo della città da parte del presidente dell’associazione Città del Vino al sindaco di Cosenza.
Seguiranno gli interventi dell’assessore regionale Gianluca Gallo, del presidente del Consorzio Terre di Cosenza Demetrio Stancati, della direttrice Arsac Fulvia Caligiuri e del presidente di Città del Vino Angelo Radica.
La serata proseguirà poi all’Arenella, con la presentazione delle cantine, assaggi enogastronomici accompagnati dai sommelier e intrattenimento musicale.
Da lì partirà il percorso che condurrà al fine settimana conclusivo e alla 44ª Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici, ma con una prospettiva che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà andare ben oltre quei giorni: trasformare il vino in uno degli strumenti di promozione permanente della città e del suo territorio.