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12/10/2026 ore 10.27
Società

Crisi idrica in Calabria, De Cicco: «Serve una gestione più vicina ai territori»

Il consigliere regionale torna sui disagi del 10 ottobre e propone di valutare una gestione più vicina ai territori. Tra le ipotesi, l’affidamento al Consorzio Valle Crati del potabilizzatore di Piano Lago

di Redazione
Il consigliere regionale Francesco De Cicco

«Il sistema idrico calabrese così com’è gestito non funziona». È la presa di posizione di Francesco De Cicco, consigliere regionale e capogruppo dei Democratici Progressisti Meridionalisti, dopo i disagi registrati il 10 ottobre tra impianti di potabilizzazione fermi nel Cosentino e nel Catanzarese e blackout nel Reggino.

Secondo De Cicco, la gestione fondata su interventi emergenziali e soluzioni tampone avrebbe mostrato tutti i suoi limiti, con conseguenze che ricadono direttamente sui cittadini.

Nel mirino del consigliere regionale finisce soprattutto il modello di gestione attuale.

«Se Arrical rappresenta l’ente di governo del sistema che può tracciare le linee guida, è oramai evidente che Sorical non ha la struttura idonea, né tecnica né organizzativa, per farsi carico dell’intero bacino regionale», sostiene De Cicco.

A suo giudizio, il rapporto tra il gestore e i territori si sarebbe progressivamente indebolito. «La percezione dei calabresi nei confronti di Sorical è quella di un soggetto distante, un muro burocratico che ha provocato un netto distacco dai territori».

L’ipotesi di un modello più vicino alle comunità

La proposta è quella di superare, almeno in parte, una gestione fortemente centralizzata e sperimentare modelli più territoriali.

De Cicco cita l’esperienza del Consorzio Valle Crati sul fronte della depurazione e della gestione degli impianti fognari, indicandola come possibile riferimento.

«Non si tratta di fare uno spot a nessuno, ma di guardare pragmaticamente a ciò che funziona», afferma. «La vicinanza al territorio e il rapporto diretto con l’utenza consentono di mantenere alti gli standard qualitativi e contenuti i costi».

Da qui la domanda: perché non sperimentare un modello analogo anche sul servizio idrico integrato, partendo dalle criticità più urgenti e dalle infrastrutture strategiche ancora ferme?

Il nodo del potabilizzatore di Piano Lago

Tra le opere indicate come prioritarie c’è il potabilizzatore di Piano Lago, sul quale De Cicco dice di essere impegnato da oltre un anno con interrogazioni e atti istituzionali.

«È un’infrastruttura fondamentale che potrebbe dare risposte concrete e immediate alla crisi idrica del territorio, ma che continua a rimanere un’opera incompiuta o sottoutilizzata».

La proposta avanzata è quella di affidarne la gestione, in via sperimentale, al Consorzio Valle Crati.

«Sarebbe il banco di prova ideale per testare sul campo un modello operativo d’eccellenza, capace di garantire continuità, manutenzione tempestiva ed efficienza reale», sostiene il consigliere regionale.

Il piano: criticità in 30 giorni, operatività in 60, sperimentazione in 90

L’ipotesi complessiva richiamata da De Cicco, già avanzata anche dal presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata, prevede un percorso scandito da tempi precisi: censimento delle criticità entro 30 giorni, piano operativo entro 60 e prime sperimentazioni entro 90.

Nel progetto dovrebbero essere coinvolti Regione Calabria, Arrical, Sorical, Protezione civile e partner tecnologici.

Per De Cicco, una governance di prossimità rappresenterebbe «un tentativo doveroso» per superare le inefficienze strutturali del sistema.

«I cittadini calabresi non chiedono miracoli, ma un gestore presente, vicino al territorio e capace di garantire l’acqua nelle case anche nei momenti di maggiore criticità», conclude.