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18/07/2026 ore 10.00
Società

Dal 2016 a oggi, la Calabria si è scaldata: perché le estati non sono più quelle di una volta

Dieci anni fa il 2016 fu ricordato come un'estate sorprendentemente fresca. Oggi i dati raccontano una realtà completamente diversa: il 2025 è stato tra gli anni più caldi mai registrati e anche il giugno 2026, pur meno estremo, si è chiuso ben oltre la media climatica

di Redazione

Non esiste una sola estate nella provincia di Cosenza. Nelle stesse ore in cui le località della Sila conservano temperature più miti, la Valle del Crati, la Piana di Sibari e alcune aree interne possono trasformarsi in autentiche camere di calore. Pochi chilometri bastano per passare dai boschi d’altura alle pianure dove l’aria ristagna e il termometro raggiunge i valori più elevati.

Una mappa termica costruita sui picchi registrati nelle ultime dieci estati restituirebbe proprio questa geografia diseguale: rosso intenso nelle conche e nelle pianure interne, tonalità elevate lungo alcuni settori costieri e colori progressivamente più freddi salendo verso l’altopiano silano e il massiccio del Pollino.

C’era una volta la “frescura” del 2016

Può sembrare lontanissimo, ma il 2016 rappresenta uno spartiacque climatico. Le elaborazioni del Centro Funzionale Multirischi della Calabria mostrarono una stagione generalmente più fresca delle medie storiche in quasi tutta la regione. 

A Cosenza la temperatura media estiva si fermò a 23,8°C, con una media delle massime di 30,7°C, facendo registrare un'anomalia di -0,5°C rispetto al clima di riferimento 1987-2006. Anche Reggio Calabria (-0,9°C), Vibo Valentia (-0,5°C) e Catanzaro (-0,1°C) chiusero l'estate sotto la media. Solo Crotone risultò leggermente più calda (+0,2°C). 

Persino Cosenza, città da sempre nota per il caldo intenso, nel corso di quell'estate non raggiunse nemmeno i 36 gradi: la massima assoluta fu di 35,9°C, mentre la minima scese fino a 10,8°C il 3 giugno. 

Anche le precipitazioni raccontavano una stagione diversa. A Cosenza caddero 98 millimetri di pioggia, circa il 42% in più rispetto alla media climatica, distribuiti in dieci giorni piovosi. Meteo in Calabria

Dieci anni dopo lo scenario è cambiato. I dati più recenti descrivono una Calabria profondamente diversa. Secondo il rapporto climatico annuale di ARPACAL, il 2025 è stato uno degli anni più caldi e siccitosi mai osservati, con anomalie termiche superiori ai 2°C nei mesi di gennaio e giugno e una marcata riduzione delle precipitazioni. Meteo in Calabria

Il 2026 ha mostrato un parziale cambiamento sul fronte delle piogge, tornate sopra la media nei primi mesi dell'anno, ma non per quanto riguarda le temperature. Giugno si è infatti chiuso con una temperatura media di 1,79°C superiore ai valori climatici di riferimento, risultando meno estremo rispetto al 2024 e al 2025, ma comunque decisamente più caldo della norma. Meteo in Calabria Il confronto è eloquente:

In pratica, anche un'estate considerata "più fresca" rispetto agli ultimi due anni resta molto più calda rispetto a quella che era la normalità climatica di appena un decennio fa.

Cosenza resta la città delle grandi escursioni termiche

Tra i capoluoghi calabresi, Cosenza continua a distinguersi per una caratteristica ben precisa: l'elevata escursione termica. Già nel 2016 registrava la differenza più marcata tra temperature minime e massime medie, pari a 13,7°C, confermando il suo clima quasi continentale, molto diverso da quello delle città costiere. 

Questa peculiarità rende la Valle del Crati una delle aree più vulnerabili durante le ondate di calore. L'aria ristagna, l'urbanizzazione amplifica l'effetto "isola di calore" e le superfici asfaltate restituiscono calore anche durante la notte.

Una provincia, molti climi

La provincia di Cosenza è una delle più complesse d'Italia dal punto di vista climatico. Le temperature più elevate interessano generalmente: la Valle del Crati; la Piana di Sibari; alcune aree interne dell'Alto Ionio. Più mitigata, ma spesso caratterizzata da un'elevata umidità, è invece la costa tirrenica.

Di segno opposto il comportamento della Sila e del Pollino, che continuano a rappresentare i principali serbatoi di fresco della Calabria grazie all'altitudine e all'estensione dei boschi. Anche qui, però, i dati mostrano un progressivo aumento delle temperature medie. Meteo in Calabria

Non conta solo il record

Il cambiamento climatico non si misura soltanto osservando il giorno più caldo dell'anno. La vera differenza sta nella frequenza delle ondate di calore, nella durata delle alte temperature e soprattutto nelle cosiddette notti tropicali, quando il termometro non scende sotto i 20 gradi impedendo agli edifici di raffreddarsi. È questo il dato che distingue le estati di oggi da quelle di dieci anni fa.

Nel 2016 un'estate leggermente sotto media rappresentava ancora la normalità. Oggi, invece, anche una stagione giudicata "meno estrema" risulta comunque ben al di sopra dei valori climatici di riferimento. È il segnale più evidente di un cambiamento ormai strutturale, che interessa l'intera Calabria e che nella provincia di Cosenza trova una delle sue espressioni più evidenti, tra pianure roventi, città sempre più calde e montagne chiamate a svolgere un ruolo climatico sempre più prezioso.