Dal paradiso low cost alle vacanze deluxe: sul Tirreno cosentino una camera costa fino a sette volte più di dodici anni fa
Nel 2014 la Calabria era la regione più economica d'Italia per gli affitti turistici. Oggi, tra Ferragosto e alta stagione, affittacamere, B&B e residence raggiungono cifre da destinazione premium
C’era una volta la Calabria low cost, anzi, regina del low cost. Mare e monti a portata di tutti. Un weekend? Assolutamente a prezzi popolari. L’affitto sul mare nella quindicina di agosto? Niente di traumatico.
Nel 2014 una ricerca condotta dal portale TripAdvisor esaltava proprio le virtù economiche della regione. Il costo medio di una settimana in una casa vacanza si fermava a 316 euro, il dato più basso del Paese. Una cifra che a leggerla oggi, dodici anni dopo, arrivare da un altro pianeta.
Il costo della vita ha questa particolarità: una volta che prende l’abbrivio non c’è modo di rallentarlo. Tra pandemie e qualche guerra (con una crisi internazionale in mezzo) tutto è diventato un lusso. I pacchi della pasta e dei biscotti sono diventati più piccoli (il fenomeno si chiama shrinkflation, usato dalle aziende per difendere i loro margini di profitto contro l'inflazione e l'aumento dei costi delle materie), la benzina viaggia fissa sui due euro, prenotare una vacanza al mare oggi ha il costo di una settimana alle Maldive dieci anni fa.
Le rilevazioni effettuate sui principali portali di prenotazione – tra cui Booking e Air B’n’B - scodellano prezzi che in molti casi avvicinano il Tirreno cosentino a destinazioni turistiche internazionali. E il fenomeno non riguarda soltanto resort, villaggi e residence, ma anche quelle strutture che fino a pochi anni fa rappresentavano la soluzione più economica per le famiglie e cioè affittacamere, B&B e camere private.
Il salasso dei resort sul Tirreno
Partiamo dai numeri – che non mentono mai – delle strutture più organizzate. Resort, residence e villaggi turistici della lungua tirrenica del Cosentino, registrano tariffe che oscillano tra 4mila e oltre 8mila euro per due settimane nel periodo di Ferragosto.
In alcuni casi, soprattutto nelle strutture dotate di piscina, animazione, spiaggia privata e servizi aggiuntivi, si sfiorano o si superano i 10mila euro per una famiglia composta da due adulti e due bambini.
Gli affittacamere a peso d’oro
La sorpresa arriva invece dal mercato degli affittacamere e dei bed and breakfast.
A Sangineto due settimane ad agosto in un affittacamere arrivano a costare 2.862 euro. A Belvedere Marittimo una camera familiare supera i 3.500 euro pur trovandosi a oltre due chilometri dalla spiaggia.
A Diamante una camera quadrupla raggiunge i 3.840 euro, mentre a Maierà, nel cuore dell'entroterra della Riviera dei Cedri, si superano i 3.300 euro.
Ma non è tutto: a Scalea un affittacamere supera i 4.500 euro per due settimane. A Paola si sfiorano i 4.900 euro e a Santa Maria del Cedro una semplice struttura ricettiva arriva a 4.996 euro.
Numeri che – inutile negarlo - fino a pochi anni fa sarebbero stati associati esclusivamente a hotel di lusso o resort esclusivi. E invece siamo sul Tirreno cosentino che ogni anno, va detto, è amato e odiato a seconda che l’acqua sia pulita oppure segnata da strisce di sporcizia (cosa che avviene spesso).
Il confronto con il periodo immediatamente successivo alla pandemia è emblematico.
Tra il 2020 e il 2021 molte case vacanza calabresi venivano ancora pubblicizzate con tariffe comprese tra 50 e 100 euro a notte, equivalenti a circa 700-1.400 euro per due settimane.
Oggi numerose strutture del Tirreno cosentino superano abbondantemente queste cifre, arrivando a richiedere tra 3mila e 5mila euro per quindici giorni.
Insomma la Calabria, la regione baciata dal mare, è ormai lontanissima dal concetto di low cost. E non è che l’inizio.