Dall'intelligenza artificiale contro la sepsi alle nuove speranze sul glioblastoma: il percorso di Emmanuel Pio Pastore
Non ha ancora discusso la tesi, ma ha già presentato ricerche a conferenze internazionali, pubblicato studi scientifici e collaborato con alcuni dei principali centri italiani. Il giovane studente dell'Università della Calabria racconta il suo impegno nella ricerca biomedica, tra algoritmi per salvare vite e nuove strategie contro il tumore cerebrale più aggressivo
La laurea è ormai a un passo. Ma il percorso scientifico di Emmanuel Pio Pastore è iniziato molto prima della proclamazione. Studente di Biologia all'Università della Calabria, Emmanuel ha già firmato lavori pubblicati su riviste internazionali, partecipato a congressi scientifici e avviato collaborazioni con ricercatori italiani e stranieri, concentrando la propria attività su due delle sfide più complesse della medicina moderna: la sepsi e il glioblastoma. «Spero di laurearmi a luglio, altrimenti sarà a settembre», racconta con semplicità. Una differenza di pochi mesi che non cambia il percorso già intrapreso in laboratorio.
Un algoritmo per riconoscere la sepsi prima che sia troppo tardi
Il primo importante risultato arriva nel novembre 2025, quando Emmanuel Pio Pastore sviluppa autonomamente un modello di intelligenza artificiale capace di prevedere l'insorgenza della sepsi severa entro le 24 ore successive al ricovero ospedaliero.
La sepsi rappresenta una delle principali emergenze mediche: una risposta incontrollata dell'organismo a un'infezione che può provocare insufficienza multiorgano e mettere rapidamente in pericolo la vita del paziente. Individuare precocemente i casi destinati a peggiorare significa poter intervenire con maggiore tempestività. Il modello, basato sull'analisi di dati di trascrittomica, raggiunge una capacità predittiva di circa il 75%, identificando tre pazienti su quattro che svilupperanno una forma severa della malattia.
L'obiettivo, spiega Emmanuel Pio Pastore, non è solo migliorare la diagnosi, ma anche supportare il lavoro dei clinici nella gestione dei posti in terapia intensiva, consentendo di concentrare risorse e monitoraggio sui pazienti realmente più a rischio.
Il confronto con la comunità scientifica internazionale
I risultati dello studio gli valgono l'invito a una conferenza internazionale in Algeria, dove presenta il proprio lavoro davanti a ricercatori provenienti da Stati Uniti, Europa e Africa. Un'occasione di confronto con scienziati di primo piano che conferma il valore internazionale delle ricerche sviluppate durante il percorso universitario.
Nel frattempo, Emmanuel amplia la propria attività scientifica collaborando con diversi docenti dell'Università della Calabria, tra cui il genetista Francesco De Rango, il professor Giuseppe Passarino e il professor Peppino Francesco Sapia, firmando studi che spaziano dalla genetica alla biofisica.
La scoperta delle cellule "super resistenti" del glioblastoma
L'ultima ricerca affronta uno dei tumori più aggressivi e difficili da trattare: il glioblastoma. Nel lavoro, realizzato insieme al professor Francesco De Rango, Emmanuel Pio Pastore figura come primo autore. Lo studio identifica una piccola popolazione di cellule tumorali, circa il 5-6% del totale, dotata di una straordinaria capacità di sopravvivenza.
Queste cellule riescono a resistere agli effetti di chirurgia, radioterapia e chemioterapia, rimanendo vitali anche quando il tumore sembra quasi completamente eliminato. Sono proprio loro, secondo i ricercatori, a favorire la ricomparsa della malattia mesi dopo la conclusione delle cure. La scoperta apre prospettive interessanti: concentrare i futuri trattamenti su questa limitata popolazione cellulare potrebbe rendere molto più efficace l'eliminazione dell'intero tumore, riducendo il rischio di recidiva.
L'esperienza a Genova e i progetti per il futuro
Il lavoro sulla sepsi ha portato Emmanuel Pio Pastore anche alla Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, dove ha svolto un lungo tirocinio collaborando con il professor Matteo Bassetti e con il suo gruppo di ricerca. Un'esperienza che potrebbe trasformarsi in una collaborazione stabile dopo la laurea, anche se la scelta definitiva dipenderà da aspetti organizzativi e burocratici.
La riflessione sul sostegno alla ricerca
Nel corso dell'intervista emerge anche un tema più ampio: quello dei finanziamenti alla ricerca. Commentando il Reddito di Merito promosso dalla Regione Calabria, Emmanuel Pio Pastore osserva come investimenti relativamente contenuti possano incidere concretamente sulla possibilità di trasformare una ricerca promettente in uno strumento utilizzabile nella pratica clinica.
Il riferimento è al progetto sulla sepsi, che, secondo il ricercatore, avrebbe richiesto appena cinquemila euro per proseguire il proprio percorso di sviluppo. Tra algoritmi predittivi, genetica, oncologia e medicina di precisione, il cammino di Emmanuele Pio Pastore dimostra come la ricerca possa iniziare già durante gli anni universitari. E mentre la laurea è ormai vicina, il suo sguardo è già rivolto alle prossime sfide scientifiche, con l'obiettivo di contribuire allo sviluppo di strumenti sempre più efficaci per la diagnosi e la cura di malattie ad alto impatto sulla salute pubblica.