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29/08/2026 ore 18.27
Società

Dipignano, la polenta unisce le memorie dei calderai e dei valdesi occitani

Il 6 settembre l’incontro della Dante Alighieri durante la Sagra della Polenta e il gemellaggio tra Dipignano e Ponti

di Redazione

Un piatto capace di attraversare montagne, migrazioni e mestieri. La polenta diventa il punto d’incontro tra la memoria valdese e occitana di Guardia Piemontese e quella dei quadarari di Dipignano, protagonisti di una lunga tradizione nella lavorazione del rame.

Il dialogo proseguirà domenica 6 settembre alle 18 in Piazza Senatore Mele, a Dipignano, nell’ambito della Sagra della Polenta 2026 e delle celebrazioni per il 61esimo anniversario del gemellaggio con il Comune piemontese di Ponti.

L’appuntamento è promosso dalla Società Dante Alighieri di Cosenza, presieduta da Maria Cristina Parise Martirano, all’interno del progetto “La cucina degli italofoni di Calabria dentro e fuori confine”.

Dalla “polenta della memoria” a quella “del ricordo”

Il progetto è stato inaugurato il 4 agosto sul Terrazzo comunale di Guardia Piemontese con il convegno “La polenta in provincia di Cosenza: dalla Polenta della Memoria dei valdesi occitani alla Polenta del Ricordo dei quadarari ammascanti di Dipignano”.

L’iniziativa studia la cucina come strumento di trasmissione dell’identità, partendo da un alimento solitamente associato alle regioni settentrionali ma presente anche nelle tradizioni di alcune comunità calabresi.

A Guardia Piemontese la polenta viene raccontata come parte della memoria della comunità valdese e occitana. Una tradizione familiare conservata nel tempo e progressivamente diventata uno degli elementi del patrimonio culturale locale.

A Dipignano, invece, il piatto richiama la storia dei quadarari, i calderai e maestri del rame che si spostavano lontano dalla Calabria per esercitare il proprio mestiere.

I quadarari e l’incontro con Ponti

Il rapporto tra Dipignano e Ponti affonda le proprie radici nella memoria dei calderai calabresi arrivati nel centro piemontese. La tradizione locale racconta che i maestri dipignanesi ripararono un grande paiolo e ricevettero farina di mais e altri alimenti per preparare una polenta destinata all’intera comunità.

Da questa storia è nato il legame culturale tra i due centri, formalizzato nel maggio del 1965 con il gemellaggio. La ricostruzione pubblicata dal Comune di Dipignano collega la Sagra della Polenta proprio alla memoria dei quadarari e alla loro capacità di costruire relazioni attraverso il lavoro.

I calderai utilizzavano anche un gergo professionale conosciuto come “ammascante”, impiegato per comunicare senza rendere immediatamente comprensibile agli estranei il significato delle parole.

L’incontro del 6 settembre

Il confronto culturale del 6 settembre rappresenterà la prosecuzione dell’appuntamento organizzato a Guardia Piemontese. La riflessione passerà così dalla “polenta della memoria” dei valdesi occitani alla “polenta del ricordo” dei calderai di Dipignano.

Interverranno il sindaco di Dipignano Eugenio Gallo, un rappresentante dell’amministrazione comunale di Ponti, l’assessora al Turismo e allo Spettacolo di Guardia Piemontese Gabriella Sconosciuto e la presidente della Dante Alighieri di Cosenza Maria Cristina Parise Martirano.

Parteciperanno inoltre la scrittrice Gisella Florio, Carmelo Viapiana del Centro culturale valdese, la biologa Annarita Fisico e Sarino Branda, delegato dell’Accademia italiana della Cucina e assessore alle Attività economiche e produttive e al Turismo del Comune di Cosenza.

Il confronto sarà moderato da Eugenio Spadafora e accompagnato dagli intermezzi musicali del cantautore e linguista Roberto Bozzo.

La Sagra della Polenta di Dipignano

La manifestazione si svolgerà dal 4 al 6 settembre 2026 e celebrerà il 61esimo anniversario del gemellaggio tra Dipignano e Ponti. Tre giornate dedicate alla gastronomia, alla memoria dei maestri del rame e al rapporto costruito tra Calabria e Piemonte.