Dottorandi Unical, l’USB di Cosenza: «Istituito un fondo per anticipare le spettanze»
«Le liquidazioni delle maggiorazioni delle borse di dottorato per i periodi di ricerca all'estero eccedenti i sei mesi obbligatori saranno anticipate»
«A seguito del nostro intervento pubblico della scorsa settimana - dopo che la questione era già stata portata all'attenzione dell'Ateneo anche da Aula Studio Liberata - rispetto alla gravissima situazione vissuta da decine di dottorandi e dottorande dell'Università della Calabria, sono arrivati i primi importanti risultati.
Il Rettore questa mattina ci ha ufficialmente comunicato che “le liquidazioni delle maggiorazioni delle borse di dottorato per i periodi di ricerca all'estero eccedenti i sei mesi obbligatori saranno anticipate”: il pagamento, inizialmente previsto per il mese di ottobre, sarà effettuato in queste settimane. Chiediamo all'Ateneo di sollecitare l'ANVUR per il rilascio dei nulla osta mancanti, nessuno deve essere costretto ad aspettare ancora.
Nella stessa comunicazione ci è stata inoltre annunciata l'istituzione di un fondo di Ateneo destinato ad anticipare le somme spettanti ai dottorandi e alle dottorande, con successiva rivalsa dell'Università nei confronti del MUR, dei Dipartimenti o delle aziende partner competenti. Si tratterebbe di un intervento strutturale a tutela della sicurezza economica di chi fa ricerca.
Attendiamo i risvolti concreti ma accogliamo positivamente questo risultato, che rappresenta una prima risposta tangibile alle rivendicazioni avanzate in questi mesi. Si tratta di un atto importante che dimostra come la mobilitazione e l'azione sindacale possano produrre cambiamenti concreti quando vengono poste al centro le condizioni materiali di chi lavora.
Al tempo stesso, riteniamo che quanto accaduto non debba più ripetersi. *È necessario che l'Università si doti stabilmente di strumenti e procedure che garantiscano il pagamento tempestivo delle spettanze, senza scaricare su dottorandi/e e precari/e il peso di ritardi e della confusione amministrativa interna.*
Questo risultato rappresenta un importante passo in avanti, ma non basta. Servono ulteriori risposte e interventi concreti, a partire dall'internalizzazione dei servizi dell'Ateneo, dal controllo degli appalti e dalla tutela del lavoro precario di chi fa ricerca.
Chi lavora deve essere pagato, deve poter operare in condizioni dignitose e deve avere l’Ateneo al proprio fianco, senza se e senza ma. Su questo continueremo a rappresentare una spina nel fianco* , determinati e costanti nelle rivendicazioni e nelle mobilitazioni», si legge in un comunicato dell’USB d
Cosenza, 29 giugno 2026
*USB Cosenza*