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17/07/2026 ore 15.17
Società

«Escluso dalla cerimonia dedicata a mio padre»: Scornaienchi chiede spiegazioni al Comune di Piane Crati

L'ex amministratore denuncia di non essere stato invitato, insieme al fratello, all'intitolazione del campo sportivo a Massimo Scornaienchi. «Mi è stata negata la condivisione del ricordo». Inviata una Pec al Comune, attesa una risposta ufficiale

di Redazione

«Ho combattuto in prima linea la malattia di mio padre, considerandola non solo un dovere, ma anche un onore. Oggi resta soltanto il ricordo, una sofferenza che ogni anno riaffiora, come l'unica battaglia che ho perso». Parte da qui lo sfogo del professor Francesco Scornaienchi, figlio di Massimo Scornaienchi, al quale lo scorso 2 luglio è stato intitolato il campo sportivo di Piane Crati.

Nel lungo intervento, Scornaienchi sostiene di non essere stato invitato alla cerimonia insieme al fratello e chiede pubblicamente all'amministrazione comunale di spiegare le ragioni della scelta.

«Il ricordo è l'unica cosa che ci lega ai nostri cari. Per questo, quando anche il solo partecipare a un momento dedicato alla memoria di tuo padre ti viene immotivatamente negato, non ti chiedi soltanto il perché, ma pretendi delle risposte», scrive.

Secondo il suo racconto, l'esclusione dalla cerimonia avrebbe rappresentato una ferita personale. «L'amministrazione comunale di Piane Crati ha ritenuto opportuno non invitare me e mio fratello alla festa in onore del campo sportivo dedicato a mio padre, togliendomi persino la gioia della condivisione del ricordo con tutta la cittadinanza di cui ho fatto parte con onore».

Nel messaggio, l'ex amministratore si rivolge direttamente al sindaco e alla maggioranza, affermando di non comprendere le motivazioni della decisione. «Chiedo ufficialmente una spiegazione pubblica del Consiglio comunale su questa scelta volontaria, che non rispetta, ma calpesta, tanto la memoria di mio padre quanto il diritto umano alla condivisione del ricordo».

Scornaienchi riferisce inoltre di aver inviato il 13 luglio una Pec al Comune, protocollata con il numero 2847, senza avere ancora ricevuto risposta. «Attendo ancora le motivazioni ufficiali, pubbliche e fruibili dalla cittadinanza», scrive.

Nel post trova spazio anche un riferimento a un commento pubblicato sui social da un componente dell'amministrazione, che avrebbe scritto: «Non ve lo meritate». Un'affermazione che Scornaienchi definisce «ignobile», sostenendo che «chi ricopre un ruolo istituzionale dovrebbe mantenere il garbo che la funzione impone, indipendentemente da eventuali conflitti personali».

Il messaggio si conclude con un passaggio rivolto agli amministratori comunali. «Caro Stefano, Fabio e compagni di tante battaglie, spero che non possiate mai sentirvi come mi sento io: tradito e deluso».

L'articolo riporta il contenuto delle dichiarazioni rese pubblicamente da Scornaienchi. Qualora dovesse pervenire una replica dell'Amministrazione comunale di Piane Crati, sarà pubblicata per garantire il pieno contraddittorio.