La Federiciana rilancia l’impegno civile dopo gli 80 anni della Repubblica
Il Dipartimento diretto da Filomena Falsetta ribadisce il valore della sperimentazione democratica e della cittadinanza attiva
La Repubblica Italiana non è soltanto memoria storica, ma un patto civile da rinnovare ogni giorno attraverso studio, partecipazione e responsabilità. All’indomani dell’80esimo anniversario della Repubblica, il Dipartimento “Diritti e Doveri, Ricerca e Sperimentazione Democratica” della Federiciana Università Popolare di Roma riafferma il proprio impegno accademico e sociale come laboratorio di cittadinanza attiva.
A sottolinearlo è l’avvocata Filomena Falsetta, direttrice del Dipartimento, che richiama il valore del 2 giugno come atto fondativo della democrazia italiana e, insieme, come occasione per interrogarsi sul presente e sul futuro della partecipazione democratica.
La Federiciana e il valore del 2 giugno
Per il Dipartimento, la Festa della Repubblica non rappresenta una semplice ricorrenza celebrativa, ma il momento in cui tornare al senso profondo della democrazia costituzionale. Una democrazia che, secondo Falsetta, non può essere solo dichiarata o studiata, ma deve essere vissuta, alimentata e tradotta in pratiche concrete.
«Il 2 Giugno non rappresenta soltanto una ricorrenza storica, ma l’atto di nascita di una democrazia che richiede, oggi più che mai, di essere vissuta, studiata e alimentata», afferma la direttrice del Dipartimento.
È dentro questa prospettiva che si colloca la missione del Dipartimento “Diritti e Doveri, Ricerca e Sperimentazione Democratica”, pensato come spazio di ricerca, confronto e formazione sui valori fondamentali della convivenza civile.
Diritti, doveri e pratiche quotidiane di democrazia
Il cuore del messaggio riguarda il legame tra diritti e responsabilità. Per Falsetta, non esistono diritti realmente esercitabili senza una pratica quotidiana della democrazia, capace di tenere insieme libertà individuali, doveri collettivi e coesione sociale.
La missione del Dipartimento, spiega, è quella di «configurarsi come un incubatore sociale in cui i valori cardine di libertà, eguaglianza e sovranità popolare non restano teoria, ma diventano vita vissuta attraverso concrete e quotidiane pratiche di democrazia».
Una visione che mette al centro la formazione delle coscienze, la ricerca scientifico-giuridica e l’analisi sociale come strumenti per rendere attuali i principi della Carta Costituzionale.
«La nostra missione accademica si fonda sulla ferma consapevolezza che non possono esistere reali diritti senza il profondo e parallelo esercizio di concrete e quotidiane pratiche di democrazia», sottolinea Falsetta.
La sperimentazione democratica come laboratorio sociale
In una fase segnata da profondi mutamenti sociali, il Dipartimento intende promuovere una sperimentazione democratica capace di offrire strumenti di interpretazione e cittadinanza attiva. L’obiettivo è trasformare l’attività accademica in un contributo concreto alla crescita civile, soprattutto per le nuove generazioni.
Secondo la direttrice, è proprio nell’equilibrio tra diritti, doveri e partecipazione che si trova il pilastro dello Stato di diritto e della coesione sociale. La ricerca non viene quindi intesa come esercizio astratto, ma come strumento per leggere i cambiamenti, rafforzare la consapevolezza democratica e mantenere vivo il rapporto tra istituzioni, cittadini e Costituzione.
«La ricerca scientifico-giuridica e l’analisi sociale che portiamo avanti nel nostro Dipartimento sono lo strumento con cui manteniamo vivi, attuali e resilienti i principi della nostra Carta Costituzionale, offrendo alle nuove generazioni una bussola etica stabile», evidenzia Falsetta.
Giovani protagonisti del patto di cittadinanza
Il messaggio conclusivo guarda soprattutto ai giovani, indicati come protagonisti consapevoli del futuro democratico del Paese. La Federiciana Università Popolare di Roma, attraverso il Dipartimento, conferma la volontà di investire sulla formazione civica, sulla partecipazione e sulla capacità di sperimentare nuove forme di democrazia vissuta.
«Continueremo, dunque, a lavorare per mantenere vivo il nostro patto di cittadinanza con il Paese, investendo sulla sperimentazione democratica e sui giovani, “collaudatori” consapevoli della democrazia», conclude Filomena Falsetta.