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09/08/2026 ore 15.07
Società

L'Arcidiocesi di Rossano-Cariati si prepara alla solenne Festa Diocesana dell'Achiropita

Mercoledì 12 agosto le celebrazioni nella Cattedrale di Corigliano-Rossano. La Concelebrazione eucaristica sarà presieduta da monsignor Giuseppe Satriano

di Redazione

Un legame spirituale profondo che attraversa i secoli, unendo intere generazioni nel segno della devozione verso la Vergine «dipinta non da mano d'uomo». L'Arcidiocesi di Rossano-Cariati si appresta a vivere uno dei momenti più intensi e attesi dell'anno liturgico e comunitario con la celebrazione della Festa Diocesana dell'Achiropita 2026, un appuntamento che coniuga la forza della fede con le radici storiche del territorio.

Il tema della festa e la solenne concelebrazione in Cattedrale

Le celebrazioni di quest'anno si sviluppano attorno al tema guida «Maria, Madre della "Magnifica Humanitas". Nel Magnificat la dignità dell'uomo e della donna trova la sua speranza», un indirizzo fortemente voluto e indicato dall'arcivescovo di Rossano-Cariati, monsignor Maurizio Aloise.

Il momento clou è fissato per mercoledì 12 agosto 2026, a partire dalle ore 18:00, nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropita a Corigliano-Rossano. Tra le navate del duomo si terrà la solenne Concelebrazione eucaristica, che per questa edizione vedrà la presidenza liturgica di monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto e già pastore della Chiesa di Rossano-Cariati. Intorno all'altare si stringeranno i presbiteri, i fedeli provenienti da tutte le parrocchie del territorio e i sindaci dei 18 Comuni che compongono la diocesi, uniti in un unico coro di preghiera e gratitudine.

Un punto d'incontro per la comunità e i fedeli

Per la città e per l'intera comunità diocesana, l'effigie dell'Achiropita non rappresenta soltanto un inestimabile simbolo d'arte e storia sacra, ma la presenza viva, rassicurante ed empatica di una Madre protettrice. Da secoli, lo sguardo dolce e solenne della Vergine accoglie le speranze, le sofferenze, le gioie e le invocazioni di un intero popolo.

In ogni casa, in ogni famiglia e nel cuore dei tanti emigrati che scelgono proprio i giorni della festa per fare ritorno nei luoghi natii, l'immagine sacra richiama un senso profondo di appartenenza, rifugio e conforto spirituale. Affidarsi alla sua intercessione significa ritrovare la forza nei momenti di difficoltà e la certezza di una protezione costante. La ricorrenza del 12 agosto si conferma così un autentico punto d'incontro del cuore, dove la comunità si ritrova affratellata per testimoniare una fede viva che continua a tramandarsi immutata nel tempo.