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02/02/2026 ore 15.00
Società

Pizzaballa, effige e Stauroteca: Cosenza si prepara alla Festa della Madonna del Pilerio

Dall’arrivo del Cardinale alla discesa del quadro per essere posto su una delle colonne della Cattedrale fino alla Croce Bizantina sull’altare, presentati gli eventi delle celebrazioni per la Patrona cittadina.

di Francesco La Luna

Cosenza si prepara ad accogliere il cardinale Pizzaballa per la festa della Madonna del Pilerio, patrona della città. Un evento storico per il capoluogo bruzio in concomitanza anche con il 450mo anniversario della liberazione dalla peste attribuita proprio all’effige della Vergine, custodita in un’apposita cappella nella Cattedrale del capoluogo bruzio. L’apparizione del bubbone della peste sulla guancia del quadro in concomitanza con la fine dell’epidemia ha rappresentato il miracolo più significativo nella storia cosentina.

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«L’elemento storico – spiega don Enzo Gabrieli, responsabile diocesano della comunicazione – è un piccolo punto da cui partire anche per stimolare il lavoro dei nostri storici ma anche un modo per assumere uno stile: credo che il Cardinale venga a dirci direttamente che dobbiamo prenderci cura di tutte le sofferenze dei fratelli che vivono sotto le bombe, nel freddo, nel dolore, a causa di tutte le guerre del mondo».

La vicinanza di Cosenza alla popolazione palestinese

Un riferimento soprattutto a quanto sta avvenendo in Terra Santa, dove Pizzaballa è patriarca della chiesa latina: «Noi – aggiunge don Enzo – nei confronti dei cristiani di Palestina abbiamo un grande debito perché custodiscono i luoghi della nostra fede e la Chiesa è rimasto l’ultimo avamposto che si prende cura degli ultimi. Un segno che mandiamo anche da Cosenza: tante anime, laiche e credenti, si sono messe insieme per fare gesti d’amore». Un accenno alle diverse iniziative prodotte sia dalla Diocesi sia da imprenditori privati, come nel caso del presidente del Rotary di Rende, Sergio Mazzuca, in appoggio alla popolazione palestinese.

A coordinare l’arrivo di Pizzaballa a Cosenza in occasione della festa della Madonna del Pilerio il giornalista Simone Tropea, che nel corso della conferenza stampa ha svelato un curioso retroscena: «Avevo proposto al cardinale – racconta Tropea – di venire qui già per la Pentecoste dell’anno scorso, ma per una serie di criticità legate a quello che sta avvenendo abbiamo dovuto rimandare di mese in mese finché non si è configurata la data del 12 febbraio che, però, nasce da un suo buco nell’agenda, quasi come se la Madonna del Pilerio avesse predisposto tutto perché solo in questa data il Patriarca potesse essere qui. Lo vedo come un segno della provvidenza»

Messe per i malati e la Stauroteca in Cattedrale, tutte le iniziative

Per l’occasione, l’effige della Madonna scenderà dalla cappella in cui è da anni collocata e verrà sistemata su un pilone proprio per richiamare il miracolo rappresentato dal bubbone della peste improvvisamente apparso sul quadro proprio nel giorno in cui la città di Cosenza si liberò dall’epidemia. Proprio per questo ci saranno anche delle messe speciali.

A spiegarlo don Luca Perri, parroco della Cattedrale: «Quando celebriamo le feste non celebriamo solo momenti storici – dice – ma eventi di grazia: in quel caso la Madonna, come una madre premurosa, si è presa cura del proprio popolo. In virtù di questo abbiamo pensato, in occasione dell’11 febbraio, giornata internazionale del malato, a una messa della consolazione nella quale assumeremo la sofferenza fisica e spirituale di tanti fratelli attraverso i sacramenti». Un’idea che non si fermerà, ovviamente, a una sola data: «Anche durante l’anno stiamo pensando a degli incontri – aggiunge don Luca – sull’importanza del prendersi cura, che è l’inizio di una nuova era di pace e fraternità che il Signore è venuto a donarci».

Presenti alla conferenza stampa anche don Michele Fortino, vicario generale della Diocesi, e don Salvatore Fuscaldo, direttore del Museo Diocesano. Proprio quest’ultimo ha rivelato che, in occasione della Festa della Madonna del Pilerio, anche la Stauroteca, il prezioso manufatto del XII secolo, uscirà dal museo per riprendere posto sull’altare del Duomo. Una scelta che carica ancora di più di significato un evento centrale per tutta Cosenza, non solo quella credente.