Altomonte riparte dal dialogo tra i popoli con il Festival Euromediterraneo 2026
Dall’11 agosto al 3 settembre musica, teatro, tradizioni e incontri. Gran finale con Eugenio Bennato e spazio all’Orchestra del Mediterraneo
Quasi quarant’anni di storia da custodire e una vocazione da rilanciare: trasformare la cultura in uno strumento di conoscenza, incontro e dialogo tra le diverse sponde del Mediterraneo. Da queste premesse riparte il Festival Euromediterraneo di Altomonte, in programma dall’11 agosto al 3 settembre 2026.
La nuova edizione attraverserà musica, teatro, tradizioni popolari, letteratura, gastronomia e patrimonio culturale. Il tema scelto è “Culture, immagini, suoni, danze e parole per il dialogo tra i popoli del Mediterraneo”.
Il Festival non sarà dunque soltanto una successione di spettacoli, ma uno spazio di relazione e produzione culturale nel quale mettere in comunicazione identità, comunità ed esperienze provenienti da territori differenti.
In una fase storica segnata da guerre, contrapposizioni e nuove divisioni, Altomonte sceglie di affidare alla cultura un messaggio preciso: le differenze possono diventare occasioni di conoscenza e il Mediterraneo può tornare a essere un mare capace di unire, invece di trasformarsi in un confine che separa.
Una storia legata all’identità di Altomonte
La decisione di realizzare l’edizione 2026 assume un significato che va oltre la semplice programmazione estiva. Continuare il percorso del Festival significa preservare un patrimonio ormai profondamente legato alla memoria culturale della città e all’identità del territorio.
Il valore della continuità è stato sottolineato durante la presentazione da Giuseppe Di Martino, componente della Commissione straordinaria del Comune di Altomonte. La manifestazione rappresenta una storia costruita nell’arco di quasi quattro decenni e diventata parte della vita della comunità.
Il direttore artistico Antonio Blandi ha invece posto l’accento sulla funzione del Festival come luogo nel quale far incontrare linguaggi, culture e comunità differenti.
Il Mediterraneo non costituisce soltanto il tema di questa edizione, ma diventa la prospettiva attraverso la quale rileggere l’identità stessa della manifestazione. Musica, immagini, danze e parole sono i diversi linguaggi di un racconto comune, legato a un mare attraversato nei secoli da persone, commerci, idee e contaminazioni culturali.
Il dialogo tra Europa e Nord Africa
La dimensione internazionale del Festival trova una delle sue espressioni principali nella collaborazione con il Marocco.
Durante la presentazione, il console onorario Domenico Naccari ha richiamato il valore delle relazioni tra le due sponde del Mediterraneo, soffermandosi in particolare sul rapporto tra Europa e Nord Africa.
La presenza del Marocco nel progetto culturale rappresenta una scelta di apertura e confronto, pensata per superare le distanze geografiche e favorire nuove occasioni di collaborazione, scambio e conoscenza reciproca.
Il Festival Euromediterraneo si propone così come punto di incontro tra culture e identità diverse, affidando all’arte e alle relazioni tra i popoli il compito di rafforzare legami che attraversano da secoli il Mediterraneo.
Le tradizioni popolari come patrimonio vivo
Un ruolo centrale sarà riservato alle tradizioni popolari, considerate non soltanto come testimonianze del passato, ma come forme culturali ancora vive.
Il presidente della Federazione Italiana Tradizioni Popolari, Gerardo Bonifati, ha richiamato durante la presentazione la necessità di proteggere, valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni il patrimonio culturale immateriale.
Danze, musiche, costumi, ritualità e racconti orali continuano infatti a rappresentare il modo attraverso il quale le comunità descrivono sé stesse. Ritmi, strumenti, gesti e feste hanno attraversato il Mediterraneo per secoli, incontrandosi e contaminandosi fino a diventare un patrimonio condiviso.
Il folklore recupera così il proprio significato originario: non una semplice rappresentazione spettacolare, ma uno strumento di dialogo tra generazioni, culture e popoli.
La Festa della Terra apre il programma
Il Festival partirà l’11 agosto in contrada Casello con la Festa della Terra, organizzata in collaborazione con l’Associazione Casello “Luigi Cantaro”.
La sezione dedicata alla cultura rurale proseguirà anche il 12 e il 13 agosto, intrecciando musica popolare, tradizioni e attenzione al patrimonio agricolo del territorio.
Ad aprire il programma saranno i Sabatum Quartet, formazione impegnata da oltre vent’anni nel recupero della tradizione musicale calabrese e nella sua contaminazione con sonorità contemporanee.
Nelle serate del 12 e 13 agosto si esibiranno invece gruppi e musicisti provenienti dalla scena tradizionale della Puglia e della Campania. Le prime tre giornate disegneranno così un itinerario musicale tra alcune delle principali culture popolari del Mezzogiorno.
Dal 25 agosto il Festival entra nel centro storico
Dopo la pausa di Ferragosto, gli appuntamenti si sposteranno nel centro storico di Altomonte. Dal 25 al 27 agosto il borgo sarà animato da musicisti, poeti, scrittori, artisti e operatori culturali.
Il programma comprenderà reading, presentazioni di libri, incontri letterari, momenti formativi, jam session e concerti. Tra i protagonisti sono annunciati il Gruppo Folkloristico di Castrovillari, i Tamburinari di Otranto, i Sabatum Quartet e l’Orchestra spontanea del Festival.
Le strade e gli spazi culturali del centro storico diventeranno il luogo nel quale spettacolo e riflessione potranno incontrarsi, coinvolgendo direttamente pubblico, artisti e comunità.
Jamal Ouassini, un violino tra le due sponde
Tra le presenze più significative figura il violinista marocchino Jamal Ouassini, artista di rilievo internazionale e simbolo concreto del dialogo tra Europa e Nord Africa promosso dal Festival.
Il suo coinvolgimento rafforza il percorso culturale costruito intorno all’incontro tra le differenti tradizioni musicali mediterranee.
Ouassini sarà inoltre tra i direttori musicali dell’Orchestra dei Suoni e delle Parole del Mediterraneo, insieme a Walter Giorno e Fabrizio Zecca. Il coordinamento artistico sarà affidato ad Antonio Blandi.
La “Schicculiata” diventa un ponte gastronomico
Anche la gastronomia sarà utilizzata come linguaggio capace di raccontare incontri, somiglianze e contaminazioni culturali.
Durante le giornate nel centro storico sarà proposta una degustazione della “Schicculiata”, preparata dallo chef Enzo Barbieri. Il piatto della tradizione altomontese richiama idealmente, nella sua composizione, la dromsa della cultura arbëreshë e il cous cous nordafricano.
La preparazione diventerà così un mediatore culturale gastronomico tra Europa, Balcani e Africa. Un esempio concreto di come ingredienti, ricette e tecniche possano custodire la memoria degli incontri avvenuti tra i popoli del Mediterraneo.
Il concerto dell’Orchestra del Mediterraneo
Il momento culminante delle tre giornate nel centro storico sarà il concerto del 27 agosto dell’Orchestra dei Suoni e delle Parole del Mediterraneo.
Il progetto artistico, culturale e sociale è promosso dal Consolato onorario del Marocco guidato da Domenico Naccari e da Officine delle Idee, con la condivisione del Festival Euromediterraneo e della Federazione Italiana Tradizioni Popolari.
La direzione musicale sarà affidata a Jamal Ouassini, Walter Giorno e Fabrizio Zecca, mentre Antonio Blandi curerà il coordinamento artistico.
L’orchestra nasce non soltanto come formazione musicale, ma come luogo simbolico nel quale far incontrare artisti, suoni, parole e tradizioni appartenenti a culture differenti. Il concerto intende trasformare il dialogo interculturale e l’inclusione in una concreta esperienza artistica.
Tre giornate dedicate al Teatro Sociale
Dal 28 al 30 agosto il Teatro Costantino Belluscio ospiterà la sezione dedicata al Teatro Sociale.
Gli spettacoli saranno realizzati da La Terra di Piero, Oltre le Barriere e Viviamo Altomonte. La scelta riafferma uno dei principi centrali dell’edizione 2026: utilizzare la cultura come strumento di inclusione, partecipazione e accesso alla vita culturale anche per le persone e le comunità più fragili.
Il teatro diventa così uno spazio nel quale dare voce alle esperienze, abbattere le barriere e favorire una partecipazione aperta alla comunità.
Eugenio Bennato chiude il Festival
Il Festival Euromediterraneo di Altomonte si concluderà il 3 settembre con il concerto di Eugenio Bennato, realizzato in collaborazione con l’Associazione Antropos di Castrovillari.
L’appuntamento finale riassumerà lo spirito dell’intera manifestazione, unendo la musica popolare meridionale alla ricerca sulle sonorità e sulle culture del Mediterraneo.
L’edizione 2026 mantiene dunque un’identità precisa: mettere insieme spettacolo e riflessione, tradizione e contemporaneità, radicamento territoriale e apertura internazionale, cultura e inclusione.