Festival delle Serre, Cerisano saluta cinque giorni di cultura e guarda già al 2027
Da Raphael Gualazzi a Valeria Graci, musica, teatro e cinema hanno animato il borgo. Di Gioia rilancia il progetto culturale di Palazzo Sersale
Cinque giornate dedicate a musica, teatro, comicità, cinema, libri e spettacoli per ragazzi hanno accompagnato la 32ª edizione del Festival delle Serre. Dal primo al 5 settembre Cerisano ha ospitato decine di appuntamenti distribuiti tra Palazzo Sersale, l’Anfiteatro, le piazze e gli altri spazi culturali del paese.
Il cartellone ha coinvolto pubblici differenti, alternando artisti internazionali, protagonisti della scena jazz italiana, comici, musicisti e compagnie dedicate alle famiglie. Conclusa l’edizione 2026, l’Amministrazione comunale guarda già al prossimo appuntamento, previsto nel 2027.
Il jazz protagonista a Palazzo Sersale
Il programma musicale ha avuto come punto di riferimento Palazzo Sersale. Ad aprire la rassegna sono stati Denise King & The Hammond Groovers, con un concerto costruito tra jazz, blues, gospel e soul.
Nelle serate successive si sono esibite Frida Bollani Magoni, accompagnata per una parte del concerto dalle percussioni di Mark Glentworth, ed Eleonora Strino, sul palco con Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria.
Il 4 settembre è stata la volta di Francesca Tandoi, affiancata da Emma Smith, Stefano Senni e Pasquale Fiore. La chiusura musicale è stata affidata a Raphael Gualazzi, accompagnato da Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nanni alla batteria.
Il concerto finale ha attraversato stride, ragtime, blues, swing, soul e canzone d’autore, confermando la contaminazione tra linguaggi come uno degli elementi caratteristici del Festival.
Comicità e teatro all’Anfiteatro
Un secondo percorso si è sviluppato sul palco dell’Anfiteatro. Gabriele Cirilli ha inaugurato il programma con CiRider – Il mio viaggio, la mia biografia. Sono seguiti Francesco Procopio con Mica so io? Mannaggia ’a Cardarella, Fill Pill con Divulgazione coatta ambientale e Giovanni Vernia.
La serata conclusiva ha visto protagonista Valeria Graci con Volevo essere io. Lo spettacolo ha affrontato con il linguaggio della comicità temi legati alle relazioni, alla maternità, alle aspettative e alle situazioni della vita quotidiana.
Cinema, libri e spettacoli per le famiglie
Il cartellone diffuso ha compreso anche una sezione cinematografica con Toy Story 5, Supergirl, Jumpers, Super Mario Galaxy e Odissea.
Piazze e spazi teatrali hanno accolto artisti di strada e spettacoli rivolti ai più piccoli, tra i quali Non rompitemi le bolle, Carillon, Labbollatorio, Mastro Focalaio e L’Alchimista. Il Teatro Saccoman ha ospitato le proposte dedicate ai ragazzi.
Corner e Agorà hanno prolungato le serate attraverso concerti, live e dj set. Nell’ultima notte i Rocks’n Dolls hanno portato il rock in Piazza Zupi.
Spazio anche ai libri, con le presentazioni di Accadeva nello studio Gullo di Enzo Aprile e Guerrieri di Gianluca Guida.
Di Gioia: «Palazzo Sersale deve vivere tutto l’anno»
Per il sindaco Lucio Di Gioia, il Festival rientra in un progetto più ampio destinato ad assegnare a Palazzo Sersale una funzione culturale permanente.
«Abbiamo immaginato Palazzo Sersale come un hub culturale al servizio dell’intera Calabria, un luogo dedicato alla formazione, alla conoscenza e alla crescita delle nuove generazioni», afferma il primo cittadino.
Di Gioia richiama gli investimenti effettuati negli ultimi anni e le collaborazioni avviate con l’Università della Calabria e il Conservatorio di Cosenza. Nello stesso percorso rientrano le attività di alta formazione, il master universitario, il polo dedicato agli audiovisivi e la scuola di politica rivolta ai giovani.
«Palazzo Sersale deve vivere durante tutto l’anno e per riuscirci servono nuove risorse e una presenza forte delle istituzioni europee», sostiene il sindaco. «La cultura resta uno dei grandi patrimoni del Sud. Non chiediamo elemosine. Chiediamo rispetto, attenzione e la possibilità di trasformare ciò che abbiamo in occasioni concrete di crescita».
Il ringraziamento alla comunità
Nel tracciare il bilancio della manifestazione, Di Gioia ha ringraziato amministratori, dipendenti comunali, tecnici, cooperative, operatori ecologici, addetti alla vigilanza, forze dell’ordine, attività commerciali e giovani impegnati nell’accoglienza.
Il riconoscimento principale è stato rivolto alla comunità di Cerisano, alla quale il sindaco attribuisce «una ennesima grande prova di civiltà, cultura e spirito di accoglienza».
Di Gioia ha definito il Festival «una imprevedibile ed emozionante manifestazione di affetto» e le giornate appena concluse «cinque straordinarie giornate in cui Cerisano è stata capitale d’Europa». Archiviata la 32ª edizione, il prossimo appuntamento sarà con il Festival delle Serre 2027.