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04/09/2026 ore 16.13
Società

Fine vita in Calabria, «Liberi Subito» raggiunge 8.500 firme: deposito a ottobre

Superata di 3.500 adesioni la soglia richiesta. La proposta disciplina procedure e tempi nell’ambito delle competenze sanitarie regionali

di Redazione

La proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito” sul fine vita ha raggiunto in Calabria quota 8.500 firme. A comunicarlo è il Comitato promotore dell’Associazione Luca Coscioni, secondo il quale le adesioni hanno superato del 70% la soglia di 5.000 sottoscrizioni necessaria per presentare il testo al Consiglio regionale.

La raccolta proseguirà fino alla fine di settembre, mentre il deposito delle firme è previsto per la metà di ottobre. Il raggiungimento del numero richiesto consente di avviare l’iter istituzionale della proposta, che dovrà successivamente essere esaminata dall’assemblea legislativa calabrese.

Cosa prevede la proposta “Liberi Subito”

La proposta riguarda le modalità organizzative attraverso le quali il Servizio sanitario regionale deve gestire le richieste di accesso alla morte volontaria medicalmente assistita nei casi e alle condizioni già individuati dalla Corte costituzionale.

Il testo, come precisato dai promotori, non introduce nuovi requisiti né amplia la platea delle persone che possono accedere alla procedura. Punta invece a garantire:

La mobilitazione era riuscita a raggiungere le prime 5.000 firme in circa due mesi. I promotori hanno tuttavia deciso di proseguire la raccolta, arrivando a ottenere altre 3.500 adesioni.

Il quadro tracciato dalla Corte costituzionale

Il tema delle competenze regionali è stato affrontato dalla Corte costituzionale attraverso le sentenze numero 204 del 2025 e 148 del 2026, riferite rispettivamente alle normative adottate in Toscana e Sardegna.

Le pronunce hanno delimitato lo spazio di intervento delle Regioni agli aspetti organizzativi e procedurali del servizio sanitario, escludendo la possibilità di modificare le condizioni sostanziali di accesso o di intervenire nelle materie penale e civile riservate allo Stato. Una ricostruzione delle due decisioni e delle iniziative regionali evidenzia proprio questa distinzione.

Secondo il Comitato promotore, dopo la recente approvazione in Veneto sono quattro le Regioni che hanno definito una disciplina in materia: Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e Veneto. In particolare, l’Emilia-Romagna ha approvato la propria legge il 24 luglio 2026, dichiarando di voler uniformare e rendere trasparenti le procedure senza introdurre nuovi diritti o modificare i requisiti esistenti.

Il Comitato: «Adesione straordinaria dei cittadini»

Il Comitato promotore calabrese è composto da Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso e Maria Teresa Prestanicola.

«Le persone in Calabria continuano a firmare, questo dimostra quanto sia forte e trasversale la richiesta dei cittadini calabresi. È un’adesione straordinaria che rafforza la nostra richiesta di garantire, nell’ambito delle competenze regionali, l’effettivo esercizio di un diritto già riconosciuto», dichiarano i promotori.