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25/06/2026 ore 06.30
Società

Fondo Edifici di Culto, Ferro rilancia da Cosenza tutela e restauri nelle chiese | ELENCO

Alla Prefettura confronto sul protocollo Interno-Cultura: oltre 7 milioni per interventi in provincia di Cosenza

di Redazione

Il patrimonio del Fondo Edifici di Culto come parte viva della storia, dell’identità e della memoria delle comunità. È il tema al centro dell’incontro che si è svolto nella sede della Prefettura di Cosenza, con la partecipazione del sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, dedicato all’attuazione del nuovo protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Interno e il Ministero della Cultura per la tutela, la conservazione, il restauro e la valorizzazione dei beni del Fondo.

All’incontro hanno preso parte i rappresentanti delle diocesi del territorio, il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza e i delegati del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria.

Fondo Edifici di Culto, il protocollo tra Interno e Cultura

Il nuovo protocollo punta a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, autorità ecclesiastiche, strutture tecniche e amministrazioni competenti, con l’obiettivo di costruire un sistema operativo stabile per programmare gli interventi sui beni del Fondo Edifici di Culto.

«Il patrimonio del Fondo Edifici di Culto, quale ricchezza inestimabile da nord a sud d’Italia, rappresenta una parte preziosa della storia, dell’identità e della memoria delle nostre comunità, perché custodisce luoghi nei quali si intrecciano arte, fede, cultura e vita civile dei territori», ha dichiarato Wanda Ferro.

Il confronto in Prefettura ha consentito di condividere i contenuti dell’intesa e di avviare la definizione delle modalità operative per la sua concreta attuazione.

Oltre 7 milioni per interventi in provincia di Cosenza

Ferro ha ricordato che in Calabria, e in particolare nella provincia di Cosenza, l’attenzione del Ministero dell’Interno verso questi beni ha già prodotto risultati concreti. Sono previsti e finanziati interventi per oltre 7 milioni di euro complessivi.

Le opere riguardano le chiese di San Francesco da Paola e Santa Maria della Consolazione ad Altomonte, la chiesa di San Francesco di Paola a Corigliano Rossano, le chiese di San Francesco d’Assisi e San Francesco di Paola a Cosenza e la chiesa di San Francesco d’Assisi a Rende.

Secondo il sottosegretario, si tratta di esempi che dimostrano come la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti possa tradursi in risultati concreti per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio.

Ferro: «Dalle idee alle azioni concrete»

«Il nuovo Protocollo d’intesa rappresenta un’importante iniziativa con l’obiettivo di trasformare le idee in azioni concrete», ha spiegato Ferro. L’intesa, ha aggiunto, non si limita a disciplinare singoli interventi, ma punta a costruire un percorso strutturato: conoscenza dello stato dei beni, individuazione delle priorità, pianificazione degli interventi e rispetto delle tabelle di marcia programmate.

Per Ferro, l’obiettivo è fare in modo che le esperienze positive rientrino in un percorso codificato, in cui ogni fase del recupero sia definita: dalla ricognizione alla programmazione della spesa, dall’esecuzione degli interventi agli adempimenti informativi tra tutti gli attori coinvolti.

Ricognizione, manutenzione e ruolo della Soprintendenza

Nel corso dell’incontro è stata posta particolare attenzione alla fase di ricognizione dello stato di conservazione dei beni. I referenti ecclesiastici delle chiese appartenenti al Fondo Edifici di Culto si sono impegnati a fornire un contributo conoscitivo, trasmettendo periodicamente informazioni e documentazione sugli interventi di manutenzione ordinaria effettuati e da effettuare.

Un ruolo centrale sarà svolto dalla Soprintendenza competente per territorio, chiamata a valutare gli esiti delle ricognizioni e degli eventuali sopralluoghi congiunti, individuando gli interventi eleggibili ai fini della programmazione.

Il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, secondo le competenze previste dalla normativa vigente e dagli eventuali accordi attuativi, potrà concorrere alla fase tecnico-amministrativa ed esecutiva degli interventi, con riferimento a progettazione, affidamento, esecuzione e collaudo delle opere.