Sezioni
23/04/2026 ore 19.42
Società

Palazzo dei Bruzi rende omaggio a Franco Plastina, maestro della cardiologia cosentina

La Commissione Cultura celebra il medico e cultore del cinema nella rassegna “Carriere Eccellenti”, tra testimonianze, affetto e memoria civile

di Redazione

C’è stato il rigore della medicina, ma anche la profondità dello sguardo culturale. E soprattutto c’è stata la volontà di restituire alla città il profilo pieno di una figura che, negli anni, ha saputo lasciare un’impronta forte tanto nella sanità quanto nella vita intellettuale cosentina. La Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi ha reso omaggio al dottor Franco Plastina, protagonista nei giorni scorsi di una cerimonia ospitata nella sala consiliare del Comune di Cosenza nell’ambito della rassegna “Carriere Eccellenti”, promossa dalla stessa Commissione presieduta da Mimmo Frammartino in collaborazione con l’Associazione culturale Donnicese e con l’AIParc, sezione di Cosenza.

L’iniziativa si è trasformata in qualcosa di più di un semplice riconoscimento istituzionale. È diventata il racconto corale di una vita spesa tra la scienza medica, l’insegnamento, la riflessione culturale e una passione profonda per il cinema, coltivata con la stessa cura riservata alla professione.

Palazzo dei Bruzi celebra Franco Plastina tra medicina e cultura

Il tributo dedicato a Franco Plastina si è svolto in un clima di forte partecipazione emotiva. La figura del cardiologo cosentino è stata richiamata non solo per la sua lunga e prestigiosa carriera medica, ma anche per una riconosciuta erudizione e per la capacità di costruire nel tempo un dialogo fertile tra saperi diversi.

Nel corso dell’incontro, Plastina è stato celebrato come un «medico dell’anima e del cuore», formula che ha sintetizzato il senso più profondo dell’omaggio: la sua capacità di coniugare competenza clinica e sensibilità umana, rigore professionale e apertura al pensiero, scienza e arte.

A introdurre e moderare la manifestazione è stato il presidente della Commissione Cultura, Mimmo Frammartino, che ha evidenziato come la dedizione del dottor Plastina rappresenti un patrimonio prezioso per il tessuto sociale e culturale di Cosenza. Il suo intervento ha dato il tono a una serata pensata per valorizzare non soltanto il professionista, ma anche il testimone di una visione alta della città e del sapere.

Le testimonianze degli allievi cardiologi

Tra i momenti più significativi della cerimonia ci sono state le testimonianze dei suoi allievi, che hanno restituito il profilo di un maestro capace di trasmettere non solo tecnica e metodo, ma anche uno stile umano nel rapporto con il paziente.

A prendere la parola sono stati Giovanni Bisignani, direttore di Cardiologia e Utic di Castrovillari, Francesco Greco, primario di Cardiologia interventistica dell’ospedale dell’Annunziata, e Antonello Talarico, cardiologo e dirigente medico dello stesso ospedale. Tutti hanno tracciato il ritratto di una figura di riferimento, ricordando come il dottor Plastina abbia saputo insegnare una medicina fondata sulla precisione scientifica ma anche sull’ascolto e sull’umanità.

Ne è emersa l’immagine di un professionista che ha lasciato una scuola, prima ancora che una semplice eredità tecnica, e che ha contribuito alla formazione di intere generazioni di medici nella sanità cosentina.

Il riconoscimento del mondo sanitario e culturale

Significativo anche l’intervento di Franco Petramala, già manager dell’Azienda sanitaria, che ha richiamato la statura professionale del dottor Plastina e il ruolo avuto nel consolidamento della cardiologia locale. Il suo contributo ha posto l’accento sul valore strutturale della carriera di Plastina per la sanità del territorio, letta come uno dei pilastri di un percorso di crescita professionale e organizzativa che ha lasciato tracce profonde.

Il dottor Armando Filice, cardiologo e presidente dell’Associazione culturale Donnicese, ha invece offerto una lettura più riflessiva, soffermandosi sul rapporto tra medicina e pensiero filosofico, con un parallelismo che ha richiamato la visione di Karl Jaspers. Una prospettiva che ha contribuito ad allargare ulteriormente il senso dell’omaggio, spostandolo dal piano della sola biografia professionale a quello della ricerca di significato che accompagna ogni autentica esperienza di cura.

Più intimo il taglio dell’intervento del senatore Massimo Veltri, che ha restituito un ritratto più personale di Franco Plastina, fatto di passioni condivise, amicizia e generosità. Ne è uscito un profilo umano segnato da una capacità rara di costruire legami duraturi e di lasciare un segno anche fuori dagli spazi della professione.

Il cineforum e il dialogo con il pubblico

Tra i contributi più intensi della serata si è distinto quello di Rossella De Rose, dottore di ricerca in Filosofia e collaboratrice storica del dottor Plastina nell’ideazione e nella realizzazione di un cineforum divenuto negli anni un punto di riferimento intellettuale.

Nel suo intervento, De Rose ha ricordato la peculiarità del metodo costruito insieme, fondato sulla de-costruzione e ri-costruzione del film attraverso il confronto diretto con gli spettatori. Un’esperienza che ha segnato negli anni il rapporto tra cinema e riflessione culturale a Cosenza, facendo del cineforum non un semplice momento di visione, ma uno spazio di interpretazione e crescita condivisa.

«Abbiamo smontato e rimontato le storie per ritrovare l'umanità che le abita», ha sottolineato Rossella De Rose, richiamando con forza il senso di un lavoro comune che ha saputo curare non solo lo sguardo del pubblico, ma anche la sua dimensione più interiore.

Le sue parole hanno dato voce a una delle dimensioni più originali del percorso di Franco Plastina: quella di animatore culturale capace di usare il cinema come strumento di conoscenza, relazione e consapevolezza.

L’intervento dell’Ordine dei Medici e il ringraziamento finale

A concludere la cerimonia è intervenuta anche la dottoressa Agata Mollica, presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, che ha partecipato a un omaggio costruito come racconto collettivo di una figura ritenuta centrale non soltanto per la medicina, ma per la stessa immagine civile della città.

Lo stesso Franco Plastina ha poi voluto esprimere la propria gratitudine, sottolineando come la cerimonia sia riuscita a rispecchiare con fedeltà l’ordine e la passione che hanno guidato la sua vita. Un ringraziamento che ha chiuso simbolicamente una giornata nella quale il riconoscimento pubblico si è intrecciato con l’affetto, la memoria e il senso di appartenenza a una comunità.