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02/11/2026 ore 13.39
Società

Ginevra compie 100 anni: da Scigliano a Cosenza con gli zoccoli e una candela per poter studiare

Figlia di contadini, ogni mattina percorreva due chilometri fino alla stazione per raggiungere la scuola. Poi quarant’anni da maestra elementare. Il sindaco Franz Caruso ha festeggiato con lei il secolo di vita: «Una storia di coraggio, cultura ed emancipazione»

di Redazione

C’erano gli zoccoli di legno ai piedi, una candela in mano e due chilometri da percorrere prima ancora che iniziasse davvero la giornata. Poi il treno per Cosenza e la scuola.

È cominciata così, quasi un secolo fa, la storia di Ginevra Sposato, che il 31 ottobre ha compiuto 100 anni e che il sindaco Franz Caruso ha voluto festeggiare personalmente, portandole gli auguri dell’Amministrazione comunale e della città insieme a un omaggio floreale.

Nata a Scigliano nel 1926, Ginevra appartiene a una generazione per la quale studiare, soprattutto per una ragazza e soprattutto in una famiglia contadina, non era affatto scontato.

Lei, però, a quella possibilità non volle rinunciare.

Alle quattro del mattino per andare a scuola

Per otto anni la sua giornata cominciò alle quattro.

Ginevra lasciava casa quando fuori era ancora buio e percorreva i due chilometri che la separavano dalla stazione ferroviaria di Scigliano. Ai piedi soltanto un paio di zoccoli di legno, anche d’inverno e sotto la neve. In mano una candela per illuminare la strada.

Poi saliva sul treno diretto a Cosenza e raggiungeva la scuola.

Una scelta ostinata, soprattutto per quegli anni, nata dalla convinzione che proprio l’istruzione potesse offrire una strada diversa rispetto a quella già scritta dalle condizioni sociali della famiglia.

E quella strada, alla fine, Ginevra l’ha percorsa fino in fondo.

Da alunna ostinata a maestra per quarant’anni

Divenuta maestra elementare, ha dedicato quarant’anni all’insegnamento, accompagnando generazioni di bambini nei loro primi anni di scuola.

Il segno lasciato in quelle aule sembra essere sopravvissuto al tempo. Molti dei suoi ex alunni continuano ancora oggi a scriverle e, in occasione del centesimo compleanno, non sono mancati messaggi e testimonianze di affetto.

Tra i ricordi più emozionanti c’è quello di una vecchia lettera scritta da un’alunna alla fine delle elementari. Ritrovata dopo molti anni, è diventata il punto di partenza per rintracciare quella bambina, ormai adulta, grazie ai social. Da lì un rapporto riallacciato e mai più interrotto.

Una vita attraversata anche dal dolore

Madre di Claudio, Fabio e Loredana, quest’ultima scomparsa prematuramente, e nonna di Brenna e Lorenzo, Ginevra ha attraversato anche prove dolorose senza perdere quella forza che aveva mostrato fin da ragazza.

Ed è proprio questa lunga traiettoria, dall’infanzia povera alla scuola, dall’insegnamento alla famiglia, ad aver colpito il sindaco Franz Caruso.

«Nei suoi cento anni ritroviamo la storia di una generazione che, pur tra sacrifici, povertà e difficoltà, non ha mai smesso di credere nel valore della cultura e dell’istruzione», ha sottolineato.

Per Caruso, il percorso quotidiano affrontato da Ginevra per andare a scuola rappresenta «una testimonianza bellissima di coraggio e di emancipazione femminile».

Poi la trasformazione di quel sacrificio in una professione: «Ginevra ha trasformato quel sogno in una missione, dedicando quarant’anni alla formazione di intere generazioni di bambini».

Un secolo di vita che oggi diventa anche memoria collettiva. Quella di una donna che, quando ancora il futuro sembrava avere confini molto stretti, decise semplicemente di attraversarli.