Giovani talenti in fuga dalla Calabria, l’Unical prova a invertire la rotta: «Si può restare per costruire il futuro»
La professoressa Sonia Trombino spiega come qualità accademica, campus innovativo e servizi accessibili possano trattenere e attrarre studenti in Calabria, sfidando il mito delle opportunità “solo al Nord”
La professoressa Sonia Trombino è una figura di riferimento nel panorama accademico italiano. Docente e ricercatrice all’Università della Calabria, ha dedicato la sua carriera all’eccellenza nella formazione e nella ricerca scientifica, distinguendosi per il suo impegno nel valorizzare i giovani talenti e nel costruire un ponte tra università e territorio. Con passione e competenza, promuove l’innovazione didattica e progetti capaci di trasformare l’esperienza universitaria in un’opportunità concreta per costruire il futuro, dimostrando che il Sud può essere non solo una scelta, ma una vera e propria piattaforma di eccellenza internazionale.
Università, nuovo record di partenze dal Sud: dalla Calabria emigrati in un anno 23mila studentiProfessoressa Trombino, nonostante l’Unical sia un’università di qualità riconosciuta, molti studenti calabresi scelgono comunque di andare via: qual è, secondo lei, il vero nodo di questa fuga?
«Il vero nodo non è sempre la qualità accademica, ma il rito di passaggio. Molti giovani proiettano la propria indipendenza sulla distanza chilometrica, convinti che per crescere serva per forza un treno verso Nord. Tuttavia, l’Unical offre una risposta unica in Italia: un modello di indipendenza in stile campus anglosassone. Qui lo studente può vivere l’esperienza del “fuori sede” a pochi chilometri da casa, dove lo studente vive fuori casa ma resta nel proprio tessuto sociale».
Quanto incide la percezione che al Centro-Nord ci siano maggiori opportunità lavorative rispetto al Sud, anche a parità di titolo di studio?
«Stiamo perdendo professionalità preziose. Se un laureato non trova industrie nel proprio territorio, il “viaggio” diventa l’unica opzione di carriera. È un corto circuito economico: investiamo risorse preziose nella formazione per poi regalare queste professionalità altrove. Non esportiamo solo neolaureati, stiamo esportando il futuro stesso della nostra Regione».
C’è un problema di comunicazione e valorizzazione dell’offerta formativa degli atenei del Sud rispetto a quelli del Centro-Nord?
«Non credo si tratti di un deficit di comunicazione; al contrario, l’Ateneo è estremamente dinamico. Con iniziative come i “Martedì in Unical”, “Formiamoci con Unical”, il progetto Or.S.I. (Orientamento Sostenibile Inclusivo) i percorsi di Formazione Scuola-Lavoro (Fsl), abbiamo ribaltato il paradigma: non aspettiamo solo che gli studenti vengano da noi, ma portiamo l’Università nelle scuole aprendo anche i nostri laboratori Pertanto, la vera criticità non risiede nella capacità di promuovere l’offerta formativa, quanto nella necessità di scardinare il pregiudizio radicato secondo cui la qualità accademica aumenti proporzionalmente alla distanza chilometrica da casa. È una battaglia contro un’idea infondata, volta a dimostrare che l’eccellenza non è una questione geografica, ma di risorse, innovazione e impegno concreto sul territorio».
I costi ormai proibitivi dei fuori sede stanno diventando un fattore discriminante nell’accesso all’università?
«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza abitativa che sta trasformando il diritto allo studio in un privilegio per pochi. L’impennata dei costi di affitto e vitto nelle grandi metropoli del Nord rappresenta una barriera censitaria insormontabile per molte famiglie calabresi. È inaccettabile che il costo della vita, e non il merito, decida il futuro di uno studente. Per contrastare questa deriva, l’Università della Calabria punta tutto sulla residenzialità: offrire alloggi, un grande centro polisportivo e servizi a costi accessibili significa permettere ai nostri ragazzi di restare qui, senza costringerli a sacrifici economici insostenibili».
Cosa può fare concretamente l’Università della Calabria per trattenere più studenti del territorio e attrarne da fuori regione?
«Per favorire la permanenza degli studenti e contrastare l’abbandono, l’Ateneo ha lanciato “Restart! È tempo di laurearti”, un innovativo progetto pilota che offre supporto personalizzato a chi desidera riprendere e concludere il proprio percorso accademico. Parallelamente, per attrarre nuovi talenti, l’Unical punta su una strategia ambiziosa: affermarsi come un polo di eccellenza. In quest’ottica, l’istituzione del corso in Medicina e Tecnologie Digitali non rappresenta solo un invito ai giovani a restare sul territorio, ma segna l’avvio di un piano di sviluppo concreto e di ampio respiro. L’Ateneo si distingue grazie a infrastrutture d’avanguardia uniche al mondo come l’acceleratore di particelle Star o l’esperienza del Reparto Corse, dove gli studenti progettano e costruiscono auto da corsa applicando le più avanzate frontiere tecnologiche».
Siamo un punto di riferimento per l’Intelligenza Artificiale in Italia. Lo dimostra il fatto che il nostro Rettore, il professore Gianluigi Greco, presiede l’AIxIA, la società italiana di Intelligenza Artificiale.
«Oltre ai fatti, parlano i numeri: secondo il prestigioso ranking Times Higher Education, siamo un’eccellenza mondiale in sette diverse aree di studio nel panorama internazionale. È questa la nostra risposta concreta: dimostrare che l’Unical non è solo un’alternativa, ma un centro di riferimento della ricerca mondiale dove ogni studente può costruire una carriera di respiro internazionale restando al Sud».
Se dovesse convincere un ragazzo calabrese a restare a studiare in Calabria, quale sarebbe l’argomento più forte che userebbe?
«A un ragazzo consiglierei di restare all’Unical perché rappresenta un’isola felice, un luogo dove il percorso di studi si concilia con un’elevata qualità della vita. Il nostro è un campus verde e dinamico, distante dal caos grigio delle grandi metropoli e arricchito dal più grande centro polisportivo della Regione. L’Unical è l’ambiente ideale per concentrarsi sui propri obiettivi senza dover rinunciare al benessere personale».
La vera differenza, tuttavia, è l’aspetto umano: qui non si è mai una matricola anonima in una lista infinita, ma parte integrante di una grande famiglia internazionale. È il posto dove il tuo talento trova l’attenzione che merita.