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05/11/2026 ore 16.30
Società

Granchio blu in Calabria, a Corigliano-Rossano il progetto per monitorarlo con i pescatori

Venerdì 6 novembre alle 10:30 la presentazione alla Torre Sant’Angelo. Il WWF segnala nuovi esemplari sulla costa crotonese, tra Le Castella e Praialonga

di Redazione

Venerdì 6 novembre alle 10:30, alla Torre Sant’Angelo sul lungomare di Lido Sant’Angelo a Corigliano-Rossano, sarà presentato In-sapidus, il progetto finanziato dalla Regione Calabria per monitorare la presenza del granchio blu e contrastarne la diffusione. L’invito è rivolto a cittadini, istituzioni e operatori della pesca, in particolare alla marineria di Schiavonea. Proprio dai pescatori professionisti sono arrivate alcune delle segnalazioni più recenti: secondo il WWF Calabria Citra, nelle ultime settimane sono stati documentati nuovi esemplari tra Le Castella e Praialonga, sulla costa crotonese.

L’incontro, dal titolo «Difendiamo la Calabria dal Granchio Blu», è promosso dal WWF Calabria Citra e dal WWF Policoro Herakleia con Hydrosynergy, società specializzata nel monitoraggio ambientale e nell’ecologia applicata, accreditata come spin-off dell’Università di Bologna.

Perché il monitoraggio parte dalle foci dei fiumi

Secondo il WWF Calabria Citra, le segnalazioni lungo la costa calabrese si concentrano alle foci dei fiumi e negli specchi d’acqua salmastri, dove vivono anche specie tutelate dalla Rete Natura 2000. Il granchio blu, Callinectes sapidus, è originario dell’Atlantico occidentale ed è arrivato nel Mediterraneo attraverso le acque di zavorra delle navi. Tollera variazioni di salinità e temperatura e una femmina può deporre fino a due milioni di uova.

L’associazione richiama quanto accaduto nell’Adriatico per spiegare l’obiettivo del monitoraggio sullo Ionio: «Nel Delta del Po ha distrutto il novellame di vongole e messo in crisi intere marinerie. Lo Ionio ha ancora margini per evitare quello scenario, ma dobbiamo conoscere per tempo la presenza del granchio blu e seguirne gli spostamenti».

Dall’Oasi di Policoro alla Sibaritide

Il nome In-sapidus richiama quello scientifico del granchio. A candidare il progetto è stata l’Organizzazione aggregata WWF Costa Ionica Lucana e Aree Interne, con sede nell’Oasi di Policoro. La proposta si è classificata seconda tra le 41 presentate all’avviso regionale per la tutela degli habitat e delle specie della Rete Natura 2000.

In Basilicata l’organizzazione aveva già studiato la specie con un progetto finanziato dai fondi FEAMP 2014-2020. Insieme al Comune di Policoro, a Hydrosynergy, al CEA di Bernalda-Metaponto e alla cooperativa di pesca Nereide, aveva affiancato alle catture sperimentali lo studio degli ambienti acquatici e dei possibili impieghi economici del pescato. Da questa esperienza prende avvio il lavoro nella Sibaritide.

Come segnalare un avvistamento di granchio blu

Chi avvista un esemplare può segnalarlo all’ISPRA, che raccoglie i dati sulle specie aliene, scrivendo a alien@isprambiente.it. L’appello riguarda sia chi lavora in mare sia chi frequenta la costa nel tempo libero. «Invitiamo soprattutto i pescatori a partecipare. Chi lavora ogni giorno in mare può intercettare i primi segnali e darci un contributo prezioso», spiegano i promotori.

Nella stessa graduatoria regionale il WWF Calabria Citra ha ottenuto un finanziamento per un intervento distinto: individuare e contrastare la diffusione della Tradescantia fluminensis, una pianta non autoctona presente lungo il corridoio fluviale del torrente Verri.