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05/09/2026 ore 14.34
Società

Gratteri a Grimaldi ai giovani: «Studiate, indignatevi, riprendetevi la politica»

Il procuratore di Napoli presenta “Cartelli di sangue” e allarga il confronto al futuro del Mezzogiorno: aree interne, energia, infrastrutture e spopolamento al centro del dibattito

di Alessandro Fortino

Una serata di altissimo profilo civile, culturale e istituzionale si è svolta ieri, 4 settembre, nel cuore del territorio di Grimaldi, dove la comunità grimaldese ha accolto con profondo entusiasmo il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, giunto per presentare il volume “Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano”, scritto a quattro mani con lo storico e saggista Antonio Nicaso.

L’evento, che ha raccolto una straordinaria partecipazione di cittadini, autorità religiose, militari e civili, è stato introdotto dai saluti istituzionali del sindaco di Grimaldi Paolo Stilla e della presidente del consiglio comunale Ramona Bruni. Entrambi hanno sottolineato quanto sia importante ricevere nei territori periferici i capisaldi della lotta alla criminalità organizzata.

Al centro del dibattito, moderato dall’avvocato e giornalista Fabio Mandato e arricchito dagli interventi del professor Giancarlo Costabile, docente di pedagogia dell’Antimafia presso l’Unical, non solo la presentazione delle rotte globali della cocaina – che dalla foresta amazzonica e dai porti sudamericani arrivano fino ai mercati europei –, ma anche temi della stretta attualità calabrese: lo stato di salute del Mezzogiorno, il futuro delle nuove generazioni e il valore dei piccoli borghi.

«I paesi interni offrono una qualità della vita e una ricchezza di valori umani, amicizia e solidarietà che non si trovano nelle grandi metropoli», ha ribadito Gratteri nel corso del suo intervento, sollecitando tutte le autorità civili presenti e non ad un impegno concreto per frenare e placare lo spopolamento delle aree interne della regione. Contestualmente un pensiero rivolto ai giovani presenti, un vero e proprio appello alle loro coscienze, invitati a non cedere alla rassegnazione, ma a studiare, ad indignarsi e a riappropriarsi degli spazi pubblici e della politica.

La visione di un Mezzogiorno più competitivo

Il Mezzogiorno, ribadisce il procuratore, ha bisogno di lungimiranza e intelligenza, qualità che riuscirebbero a ribaltare l’attuale status di piede zoppo della penisola. Iniziare a costruire concretamente il futuro e non solo teorizzarlo con infrastrutture che non aiutano concretamente la popolazione.

«Se noi ancora nel 2026 pensiamo che il ponte sullo stretto sia una priorità quando in provincia di Agrigento e in provincia di Caltanissetta l’acqua arriva una volta ogni tre giorni e nella Conca d’Oro di Catania non riescono ad innaffiare gli agrumi. Facciamo tre ponti, ma prima io vorrei l’acqua nelle case dei siciliani, vorrei che l’autostrada Messina-Palermo non fosse una mortiera, vorrei che i treni in Sicilia e in Calabria non fossero ancora a gasolio e senza aria condizionata. Prima del ponte pensiamo a queste cose.»

Una visione lungimirante anche sui temi del costo dell’energia e sul suo utilizzo. Ad oggi, spiega Gratteri, il sud produce più energia di quella che consuma, ma comunque i cittadini pagano le stesse bollette delle regioni che più di tutte la sfruttano. Perché allora non diventare veri e propri produttori di energia sfruttando i pannelli solari: «cominciamo a riempire di pannelli solari tutti gli edifici pubblici e le case private con un contributo statale del 50%. Così produciamo energia, il costo della vita si abbassa e l’inflazione scende».

Coraggio e sacrificio sono le parole che caratterizzano la conclusione dell’intervento del magistrato, termini che non spesso si addicono alle amministrazioni del territorio, le quali adottano, secondo Gratteri, la politica dell’“annacamento”, ovvero «far finta di muoversi ma rimanere fermi sempre allo stesso punto.