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17/08/2026 ore 09.24
Società

Il Caciocavallo Silano piace sempre di più: è nella top ten dei prodotti Dop e Igp italiani in maggiore crescita

In dieci anni l’interesse online per il formaggio simbolo della tradizione silana è aumentato del 31%, mentre quasi due terzi delle 99 eccellenze analizzate perdono terreno

di Redazione

Il Caciocavallo Silano resiste al tempo e, anzi, sembra conquistare una nuova popolarità. Mentre molte delle grandi eccellenze della tradizione gastronomica italiana perdono progressivamente spazio nell’interesse del pubblico, il formaggio legato alla storia pastorale della Sila percorre la strada opposta e conquista un posto tra i dieci prodotti Dop e Igp italiani che hanno registrato la maggiore crescita di attenzione online nell’ultimo decennio.

A fotografare il fenomeno è uno studio realizzato da Affidabile.org su 99 prodotti italiani a denominazione protetta, selezionati tra i più antichi per anno di registrazione nelle venti regioni. L’analisi ha messo a confronto le visite mensili alle rispettive pagine Wikipedia tra il 2016 e il 2025. Non si tratta, dunque, di dati sulle vendite o sui consumi, ma di un indicatore della curiosità e della notorietà che questi prodotti riescono ancora a generare presso il grande pubblico.

Ed è proprio qui che il Caciocavallo Silano mette a segno un risultato significativo: le visite medie mensili sono passate dalle 542 del 2016 alle 711 del 2025, con una crescita del 31%. Un incremento che vale il decimo posto assoluto nella classifica nazionale e, soprattutto, rappresenta il miglior risultato tra i prodotti calabresi inclusi nell'indagine.

Un dato che acquista maggiore peso se confrontato con la tendenza generale. Dei 99 prodotti analizzati, infatti, 62 registrano una diminuzione dell'interesse online. Quasi due eccellenze certificate su tre hanno perso terreno nel corso del decennio. Tra i casi più clamorosi ci sono la Mortadella Bologna e la Bresaola della Valtellina, entrambe a -80%, e lo Speck Alto Adige, che arretra del 79%.

Dalla Sila alla top ten nazionale

Il Caciocavallo Silano si inserisce invece in una classifica dominata proprio dai formaggi. A guidarla è il Gorgonzola, protagonista di un vero boom con una crescita del 1.531%: dalle 378 visite mensili medie del 2016 alle 6.161 del 2025. Seguono il Pecorino Romano, con un +92%, e il Fiore Sardo, cresciuto del 64%. Davanti al Caciocavallo trovano posto anche Farro della Garfagnana, Canino, Montasio, Fagiolo di Sarconi, Fungo di Borgotaro e Focaccia di Recco.

Al decimo posto compare dunque il prodotto che porta la Sila già nel nome. Un formaggio a pasta filata dalla caratteristica forma a fiasco, tradizionalmente stagionato con le forme legate in coppia e sospese “a cavallo” di un sostegno. Una lavorazione antica, strettamente connessa alla cultura pastorale del Mezzogiorno, che ne ha fatto uno dei prodotti caseari più riconoscibili del territorio.

Va peraltro precisato che la Dop non è circoscritta alla sola Calabria: l'area di produzione comprende anche territori di Basilicata, Campania, Molise e Puglia. Ma è l'altopiano calabrese ad avergli dato il nome e a custodire il legame storico dal quale deriva la denominazione.

Le altre eccellenze calabresi faticano sul web

Il quadro regionale presenta però anche l'altra faccia della medaglia. Se il Caciocavallo Silano guadagna notorietà, alcuni prodotti calabresi certificati restano quasi invisibili nelle ricerche.

È il caso dell’olio Bruzio, fermo nel 2025 ad appena 55 visite medie mensili, tanto da rientrare tra i prodotti meno cercati dell’intero campione nazionale.

Ancora più significativo è il dato complessivo sugli oli Dop italiani: tra i 16 prodotti che non raggiungono le cento visite mensili, ben 12 appartengono proprio a questa categoria. Una difficoltà che coinvolge quindi anche una delle produzioni tradizionalmente più rappresentative dell'agricoltura calabrese.

Tra le eccellenze regionali che faticano a emergere online compare anche la Pancetta di Calabria, che nel 2025 registra appena 65 visite mensili medie.

Il dato sul Caciocavallo assume così un significato ulteriore. In un panorama nel quale la certificazione Dop o Igp non basta più, da sola, a garantire notorietà, il formaggio silano riesce non soltanto a conservare il proprio spazio nell'immaginario gastronomico, ma ad ampliarlo.

Naturalmente, una ricerca su Wikipedia non equivale a una forma acquistata al banco e lo stesso studio mette in guardia dall'identificare interesse digitale e consumi reali. Ma racconta qualcosa di altrettanto importante: quali nomi della tradizione continuano a incuriosire e quali rischiano invece di essere dimenticati.

E in questa particolare geografia digitale del gusto italiano, il Caciocavallo Silano non arretra: cresce. E porta la Calabria nella top ten nazionale.