Il Planetario di Cosenza: un'eccellenza abbandonata che la città non può permettersi di perdere
Una struttura moderna, uno dei sistemi di proiezione astronomica più avanzati d’Italia e un grande potenziale per scuole, università e turismo. Ma il Planetario di Cosenza è chiuso da anni e rischia l’abbandono
Riceviamo e pubblichiamo:
Se passate dalla zona di Gergeri, vicino al Ponte di Calatrava, c'è un edificio che ancora colpisce: moderno, con grandi vetrate luminose. Dentro, una cupola da 15 metri, oltre cento poltrone basculanti e uno dei sistemi di proiezione astronomica più avanzati d'Italia. Si chiama Planetario "Giovan Battista Amico", eppure è chiuso da anni.
La scelta di costruirlo proprio lì fu un messaggio chiaro: sviluppare e riqualificare una zona per troppo tempo ai margini della città, che insieme al maestoso Ponte di Calatrava avviavano un percorso virtuoso di rigenerazione urbana, anche a seguito della eliminazione del rilevato ferroviario che di fatto, nel passato, divideva la città. Cosenza gode di un'estensione territoriale vastissima e ogni quartiere merita attenzione, ogni angolo può diventare qualcosa di bello e va valorizzato.
Quella struttura ha ancora il potenziale per essere attrattiva. Penso ai ragazzi delle scuole, alle famiglie, agli studenti universitari, in un territorio che ospita uno dei più grandi atenei del Sud, uno spazio dedicato all'astronomia e alle scienze avrebbe potuto accendere curiosità, orientare scelte, avvicinare tanti giovani a quelle discipline che oggi il mondo del lavoro cerca e che faticano a trovare spazio nella vita culturale della nostra città. Per non parlare dei turisti, che avrebbero potuto trovare a Cosenza non solo un patrimonio storico e artistico straordinario, ma anche un'esperienza scientifica di livello altissimo.
Invece, dopo l'inaugurazione del 2019, è arrivata la pandemia, un ostacolo certamente oggettivo, nei primi mesi, ma ciò che è seguito non può essere ricondotto all'emergenza sanitaria. Ad oggi non esiste una programmazione stabile, l'erba è cresciuta intorno alla struttura, la ruggine ha cominciato a segnare la facciata, sono arrivati i vandali, non una volta sola, danneggiando anche la preziosa strumentazione ottica. Il risultato è che risorse pubbliche considerevoli, investite per dotare la città di un'eccellenza, non stanno producendo alcun beneficio per la comunità.
Come giovane cosentino, questa vicenda mi sconforta. Conosco bene le potenzialità di questa città e proprio per questo fatico ad accettare che una struttura culturale pubblica simile venga lasciata spegnere nell'indifferenza. Cosenza è una città vasta, fatta di contrade e quartieri con identità proprie, che meritano la stessa visione e la stessa cura. Concentrare l'impegno sempre negli stessi posti e negli stessi progetti significa rinunciare a far crescere la città nella sua interezza.
Il Planetario "Giovan Battista Amico" era, ed è ancora, un'occasione preziosa per lo sviluppo della nostra città. Restituirlo alla comunità, con continuità e con una vera visione, significherebbe mandare un segnale importante: che nessuna parte di Cosenza è secondaria, che ogni investimento fatto con il denaro dei cittadini merita rispetto e cura nel tempo. Perché un buon presente costruisce un prospero futuro, e un buon presente si misura anche da come si trattano le cose belle che si hanno già.
Pierfrancesco Perugini
Laureato in Giurisprudenza presso l’Università della Calabria