Il sindaco Franz Caruso contro il manager di Bob Sinclar: «Cosenza non è una piazza di paese. Valuteremo azioni legali»
Il sindaco replica duramente alle parole attribuite al manager del dj francese: “Offese gravi e lesive della dignità della città”
«Le dichiarazioni di Fabrizio Perdomi, manager di Bob Sinclar, rappresentano un fatto grave e inaccettabile». È durissima la replica del sindaco di Cosenza Franz Caruso dopo la pubblicazione, da parte di alcuni organi di informazione online, delle frasi attribuite al manager del celebre dj francese Bob Sinclar, che avrebbe definito Cosenza una “piazza di paese”.
Una definizione che il primo cittadino giudica «offensiva» e «lesiva dell’immagine della città e dei cosentini».
«Non tanto per la mancata presenza dell’artista a Cosenza - scelta che rispettiamo pienamente - quanto per il tono offensivo utilizzato nei confronti della nostra città», precisa Caruso, sottolineando inoltre che l’amministrazione comunale «non era assolutamente informata» di un eventuale concerto di Bob Sinclar e che «non vi è mai stato alcun coinvolgimento diretto né interlocuzione ufficiale sull’argomento».
Bob Sinclar a Cosenza, il manager: «Non verrà, non suona in piazze di paese»Il sindaco difende poi con forza il valore storico e culturale della città. «Cosenza non è, né sarà mai, una “piazza di paese”. Cosenza è una città dalla storia millenaria, Atene della Calabria, sede della seconda Accademia più antica d’Europa, città di Bernardino Telesio, con un centro storico tra i più affascinanti e identitari d’Italia».
Nel lungo intervento, Franz Caruso ricorda anche la tradizione culturale e artistica del capoluogo bruzio, capace negli anni di ospitare eventi nazionali e internazionali e di richiamare migliaia di persone, soprattutto durante i concerti di Capodanno.
«Esprimo stupore e meraviglia di fronte a un’espressione fortemente dispregiativa di una città che non può essere considerata, con supponenza, territorio di conquista per drenare risorse economiche», afferma ancora il sindaco.
Un passaggio viene dedicato anche alla difesa dei piccoli centri italiani: «Anche le realtà più piccole rappresentano l’anima autentica del nostro Paese, custodendo tradizioni, identità e comunità straordinarie che meritano lo stesso rispetto riservato alle grandi città».
Caruso definisce quindi le parole attribuite al manager «profondamente irrispettose» e ribadisce come Cosenza abbia costruito «una reputazione culturale di assoluto rilievo nazionale», anche grazie a realtà come il Museo all'Aperto Bilotti.
Il passaggio finale è il più duro. «Nessuno pretende che un artista scelga a tutti i costi Cosenza come tappa dei propri eventi. Ma a nessuno sarà mai consentito di infangare la dignità, la storia e l’identità della nostra città con dichiarazioni sprezzanti e superficiali».
Infine l’annuncio: «L’amministrazione comunale valuterà ogni opportuna iniziativa, comprese eventuali azioni legali, a tutela dell’immagine di Cosenza e della sua comunità. Il rispetto viene prima di tutto. E Cosenza merita rispetto».