Sezioni
02/06/2026 ore 21.13
Società

Insegnante lascia Firenze e torna a Cosenza: «Con il mio stipendio non riesco più a vivere qui»

Dopo quindici anni, Alberto Mezzotero ha deciso di tornare in Calabria. Alla base della scelta ci sono soprattutto le difficoltà economiche legate al costo della vita e degli affitti nel capoluogo toscano

di Emilia Canonaco

Dopo quindici anni vissuti a Firenze, Alberto Mezzotero ha scelto di lasciare la città e tornare in Calabria. Una decisione maturata soprattutto per ragioni economiche, nonostante il forte legame costruito nel tempo con il territorio, i colleghi, gli studenti e la comunità locale.

Mezzotero era arrivato nel capoluogo toscano per studiare e successivamente aveva iniziato a insegnare nella scuola primaria. Oggi, grazie a un trasferimento ottenuto nella sua regione d’origine, si prepara a rientrare in Calabria. Alla base della scelta, spiega, c’è l’impossibilità di sostenere il costo della vita fiorentina con il reddito da insegnante. A raccontare questa storia l’edizione fiorentina a firma della giornalista Ivana Zuliani.

Secondo il docente, trovare una sistemazione abitativa a prezzi accessibili è diventato sempre più difficile. Attualmente vive in una casa condivisa con altri inquilini e racconta di aver dovuto accettare spazi ridotti pur di contenere le spese. «Con il mio stipendio da insegnante non c’è verso di trovare una vita dignitosa», afferma, sottolineando come il mercato degli affitti abbia raggiunto livelli ormai insostenibili per molti lavoratori.

Nonostante le difficoltà economiche, Mezzotero lascia Firenze con rammarico. Dice che gli mancheranno la ricchezza culturale della città, le passeggiate sulle colline, le attività nei quartieri e soprattutto i rapporti costruiti negli anni con amici, colleghi e studenti. Un legame che rende la partenza particolarmente dolorosa.

Pur definendo Firenze una delle città più belle e organizzate d’Italia, il docente osserva come negli ultimi anni il costo della vita sia aumentato sensibilmente, modificando anche il tessuto commerciale e sociale del centro storico. La sua scelta, precisa, non nasce dalla mancanza di opportunità professionali, ma dalla necessità di trovare condizioni economiche più sostenibili.

Il trasferimento rappresenta quindi un nuovo inizio, ma anche il simbolo di una difficoltà sempre più diffusa tra lavoratori e insegnanti che vivono nelle grandi città, dove l’aumento dei prezzi degli affitti e del costo della vita rischia di rendere sempre più complessa la permanenza.