La Pagliara rinasce: riapre lo storico rifugio della Sila, simbolo di intere generazioni
Dal camino acceso alle domeniche sulla neve, fino all'incendio del 2010. A metà luglio lo storico locale di Fago del Soldato torna a vivere con un nuovo progetto gastronomico firmato dagli chef Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano
La locandina del Veglionissimo dell’Epifania del 1969 annunciava i New Bounty Killers dalle 21. Appuntamento alla Pagliara, Montescuro. Un’Era glaciale fa. Le prenotazioni si raccoglievano chiamando al numero (senza prefisso) di Senatore, titolare della “Cucina Imperiale”, all’angolo tra via Trento e via Adige, che curava la parte culinaria. L’idea fu di Michele Felicetti, che la mise in pratica insieme ai figli Carmine, detto Mino, e Umberto. Lo skilift c’era e funzionava con un motore di un maggiolino, roba da avventurieri, e la pista veniva battuta dagli stessi sciatori.
La Pagliara, che richiamava nelle forme suggestioni quasi orientaleggianti, divenne il ritrovo à la page dei cosentini negli anni d’oro anche se in bianco e nero. Cosenza città era in piena espansione, il nuovo assetto urbano prendeva forma rimodellando una città nuova che si affiancava a quella “vecchia”.
Le domeniche erano quelle delle “passeggiate”. Si prendeva la macchina (una in famiglia era già un lusso) e si percorreva la Statale che conduceva su, verso la Sila, per la classica scampagnata senza pretese. D’inverno, quando le abbondanti nevicate lo permettevano, o nella calura d’estate, tra i luoghi del cuore dei cosentini c’era proprio La Pagliara, arrampicata verso Fago del Soldato nei tornanti che portano a Montescuro.
La caratterizzava l’iconico grande caminetto al centro della struttura circolare, da salotto, i tavoli ci giravano tutt’intorno e davano sulle finestrone da cui il panorama era bello da ogni prospettiva. Cartoline da un mondo diverso che però in certi angoli dell’Altopiano non sembra molto cambiato.
Negli anni Novanta la Pagliara, conobbe una seconda giovinezza grazie al rilancio del comprensorio sciistico promosso dalla Magna Sila. Siamo nel 1997 e l’entusiasmo del rilancio porta addirittura alla realizzazione accanto al locale di una seggiovia biposto, di due piste da sci con tanto di innevamento artificiale e impianto di illuminazione per lo sci in notturna. Avanguardia pura, direbbe qualcuno.
Fago del Soldato diventa all’improvviso una delle località più “in” dell’inverno calabrese. Iniziano ad arrivare turisti da tutto il Sud Italia e non solo. Gli alberghi a Camigliatello vivono il loro momento di maggiore fulgore e la Sila diventa la regina delle nevi. Indiscussa.
L’incendio e l’abbandono
La storia della Pagliara si interrompe nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2010, quando un violento incendio distrugge il ristorante. Secondo gli accertamenti effettuati all’epoca dai Vigili del fuoco, le fiamme sarebbero state provocate da un cortocircuito. Il dolo restò solo un sospetto senza prove. Si parlò di incidente. Quella notte la storia di quel luogo simbolo della Sila, finì in cenere.
Da quel momento inizia per quel posto un lungo periodo di abbandono. Negli anni si susseguono promesse di recupero e rilancio. Ma per quindici anni tutto lì resta immobile.
Ma nel fiume dei cambiamenti, qualcosa di buono sta per accadere. Dopo oltre quindici anni di oblio, La Pagliara riaprirà i battenti a metà luglio con un aspetto rinnovato. Artefici di questa rinascita sono Eugenio Roncoroni e Cristina Giordano, già protagonisti della ristorazione milanese, che hanno scelto di portare la loro esperienza nel cuore dell'altopiano silano. Al centro del progetto ci sarà la brace, attorno alla quale ruoteranno il menu e l’esperienza degli ospiti, con un lavoro di recupero delle antiche ricette calabresi e una particolare attenzione ai prodotti del territorio.
Il famoso camino, resterà dove tutti lo ricordano, nel cuore del ristorante, attorno al quale, all’epoca, i camerieri servivano le famose zuppe di fagioli fumanti, inforchettando broccoli serviti con la salsiccia, o le patate ‘mbacchiuse condite con i porcini di stagione.
La promessa di rinascita
Oggi La Pagliara pare sia pronta a riemergere dalle sue ceneri, e scrivere una nuova pagina della sua storia e di quella di un territorio che spinge forte per riemettersi al passo. Per chi ricorda ancora con nostalgia le domeniche davanti a quel grande camino sarà un tuffo nella memoria. E anche se niente si ripete uguale, sarà come ritrovare un vecchio amico.