La testimonianza di Maria Ida Santopaolo arriva alla Camera
«Sopravvissuta a un tentato femminicidio», oggi l’incontro in Parlamento con Scutellà e Ascari
La storia di Maria Ida Santopaolo arriva oggi, 22 settembre, alla Camera dei Deputati. Alle 13, nella Sala Stampa di via della Missione a Roma, si terrà l’incontro “Sopravvissuta a un tentato femminicidio: il caso di Maria Ida Santopaolo”, promosso dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari.
Al centro dell’appuntamento ci sarà la testimonianza diretta della 29enne calabrese, sopravvissuta a una violenta aggressione dopo aver respinto le attenzioni e le pressioni di un conoscente. Secondo la ricostruzione diffusa alla vigilia dell’evento, la giovane fu aggredita sotto casa e colpita con un coltello al collo e al volto.
«Denunciare non può significare restare sole»
Il senso dell’incontro è spostare il focus dal solo momento della denuncia a tutto ciò che dovrebbe accadere dopo.
«La denuncia è un atto di coraggio, ma non può diventare un percorso di solitudine», è il messaggio che accompagna l’iniziativa. L’obiettivo dichiarato è richiamare le istituzioni alla responsabilità di garantire ascolto, protezione e accompagnamento alle donne che denunciano situazioni di violenza.
Portare il caso di Maria Ida Santopaolo in Parlamento, secondo i promotori, significa trasformare una vicenda personale in una riflessione più ampia sulla capacità del sistema di proteggere concretamente chi decide di rompere il silenzio.
Gli interventi
Oltre a Maria Ida Santopaolo e alla deputata Stefania Ascari, interverrà Elisa Scutellà, già deputata e oggi capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Calabria, ruolo confermato dalla composizione ufficiale della Conferenza dei capigruppo.
Previsti inoltre gli interventi della psicologa e psicoterapeuta Annalisa Signorelli e di Antonella Faieta, avvocata e presidente del Telefono Rosa.
Dalla vicenda personale alla tutela delle vittime
L’appuntamento vuole quindi aprire un confronto sulla prevenzione della violenza maschile contro le donne e, soprattutto, sulla protezione delle vittime dopo la denuncia. Il nodo è evitare che chi trova la forza di rivolgersi alle autorità venga poi lasciato solo ad affrontare conseguenze, paure e rischi.
«Chi denuncia deve trovare dall’altra parte istituzioni ancora più forti e una comunità pronta a proteggerla», è il messaggio politico che accompagna l’incontro di oggi alla Camera.