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05/05/2026 ore 16.33
Società

Lago, la Stazione dei carabinieri intitolata alla memoria di Giovan Battista Aloe

Il militare e altri sei colleghi persero la vita a causa di un’attentato dinamitardo durante un’operazione contro il banditismo

di Redazione

Si è svolta stamattina, a Lago la cerimonia di intitolazione della sede del locale Comando Stazione Carabinieri alla memoria del Carabiniere Giovan Battista Aloe, insignito della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Memoria. Il militare cadde eroicamente il 19 agosto 1949 nell’imboscata di Passo Rigano (PA), durante la quale i Carabinieri impegnati nella lotta al banditismo furono bersaglio di un vile attentato dinamitardo, nel quale il Carabiniere Aloe perse la vita unitamente ad altri 6 colleghi.

La cerimonia ha avuto inizio con lo schieramento di un reparto di formazione in armi composto da Comandanti di Stazione, da militari del Comando Provinciale e del Gruppo Carabinieri Forestale di Cosenza, nonché dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria di Vibo Valentia. Sulle note della “Fedelissima”, il reparto ha reso gli onori alla massima Autorità dell’Arma presente, il Generale di Divisione Riccardo SCIUTO, Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”.

All’evento hanno presenziato le massime Autorità civili e militari della Provincia, tra cui S.E. il Prefetto di Cosenza, Rosa Maria PADOVANO, il Sindaco di Lago, Dott. Fiorenzo SCANGA, il Presidente della Provincia Dott. Biagio Antonio FARAGALLI, il Presidente del Tribunale e un rappresentante della Procura della Repubblica di Paola, il Questore e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Cosenza, nonché Comandanti ed esponenti delle Forze Armate e di Polizia. Erano altresì presenti il Gonfalone del Comune di Lago, i Labari dell’Associazione Nazionale Carabinieri - sezioni di Cosenza e Fuscaldo - nonché dell’Associazione Nazionale Forestali di Cosenza, oltre a rappresentanze di Associazioni combattentistiche e d’Arma con i loro vessilli.

Dopo la tradizionale cerimonia dell'alzabandiera, scandita dalle note dell’”Inno di Mameli”, il “Silenzio d’Ordinanza” ha unito tutti i presenti in un momento di raccoglimento in onore dei Caduti nell’adempimento del Dovere. A seguire, hanno preso la parola, nell’ordine, il Sindaco di Lago, il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria” e il Prefetto di Cosenza. Particolarmente significativo e toccante è stato l’intervento del Generale di Divisione Riccardo SCIUTO, il quale, nel rievocare la tragica vicenda di Passo di Rigano (PA), ha citato i nomi dei sei commilitoni periti assieme al Carabiniere Aloe, evidenziando come, nonostante le loro diverse origini geografiche, essi fossero tutti accomunati da un unico ideale di Patria e di Giustizia.

Rivolgendosi, quindi, alle scolaresche presenti, l’Alto Ufficiale ha esortato le nuove generazioni a fare tesoro dell’esempio del Carabiniere Aloe, con l’auspicio che il suo sacrificio e quello di tanti altri uomini delle Istituzioni possano presto aiutarli a capire da che parte stare e favorire una consapevole scelta di campo che rifugga l’influenza di falsi miti troppo spesso propalati da film e video social che, romanzando la realtà dei fatti, nascondono le violenze, i soprusi e le ingiustizie di vecchi e nuovi criminali tra i quali il bandito Salvatore Giuliano, autore dell’attentato nel quale il giovanissimo Carabiniere Aloe perse la vita.

Il momento culminante è stato, infine, affidato alla madrina della cerimonia, Signora Fernanda Aloe, sorella del Carabiniere decorato, la quale, accompagnata dalle Autorità presenti, ha svelato la targa marmorea posta nella sala d’attesa della caserma, che riporta la seguente motivazione con la quale è stata tributata la Medaglia d’Oro al Merito Civile al Carabiniere Giovan Battista Aloe: «Con eccezionale coraggio e ferma determinazione, unitamente ad altri militari, non esitava a raggiungere una caserma dell’Arma proditoriamente attaccata da un gruppo di malviventi appartenenti a temutissima banda armata. Al termine dell’intervento, sulla strada del ritorno, veniva mortalmente investito dalla violenta deflagrazione di un ordigno azionato dai malviventi al passaggio dell’autocarro su cui viaggiava. Splendido esempio di altissimo senso del dovere e di elette virtù civiche, spinti fino all’estremo sacrificio. 19 agosto 1949 – Passo di Rigano (Palermo)».

A margine della cerimonia, la signora Fernanda ha espresso la propria gratitudine verso quanti hanno promosso l’iniziativa e reso possibile il tributo alla memoria del fratello, lasciandosi poi andare a un ricordo intimo e struggente. Nonostante avesse solo cinque anni all'epoca dei fatti, ha rievocato con lucidità il dolore straziante della madre nel momento in cui i Carabinieri bussarono alla porta per parteciparle la ferale notizia. Quella sofferenza la spinse, anni dopo, a scegliere di restare accanto ai genitori in Calabria, rinunciando a seguire i fratelli nella diaspora migratoria verso l'America e il Nord Italia.