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15/09/2022 ore 12.20
Società

Le opere dimenticate. L'imprenditore Mazzuca: entro Natale le prime due saranno sul Mab

Dopo quattro anni dalla donazione i capolavori sono ancora in un magazzino fuori dal centro urbano in attesa di trovare i fondi per i basamenti. Ora qualcosa si muove ma manca ancora il progetto
di Alessia Principe

«Entro Natale faremo questo regalo alla città: due statue verranno posizionate». Parola dell’imprenditore Sergio Mazzuca. Parliamo delle opere, donate dalla fondazione Bilotti, che da quattro anni sono in un deposito fuori città, in un luogo lontano dai centri urbani. Dovevano essere sul Mab già da un po’ di tempo, invece a causa della mancanza di fondi per pagare i basamenti, sono rimaste in magazzino. Roberto Bilotti, figlio del magnate Enzo, aveva espresso la sua preoccupazione per il destino di quei capolavori su queste pagine, perché quella collocazione, che doveva essere un passaggio breve che anticipava l’atto di donazione, alla fine è diventata quasi permanente. Intanto il tempo è trascorso, le giunte pure, e le statue sono ancora là.

L’assessore all’Urbanistica Pina Incarnato, ha risposto alle perplessità di Bilotti precisando che tre opere su dieci non sono ancora formalmente del Comune (con delibera dell’8 febbraio 2019 la giunta ha autorizzato l’accettazione da parte del dirigente pro tempore delle opere d’arte ma manca ancora un presa in carico vera e propria) quanto alle altre, spiega, ci si sta muovendo. A dare nuovo input alla vicenda è l’imprenditore Mazzuca che si è offerto di impegnarsi, anche tramite aziende con cui collabora, di contribuire a finanziare i famosi basamenti. Adesso è tutto nelle mani dell’architetto incaricato, che ha il compito di provvedere (si spera presto) al progetto di queste benedette basi e al collocamento delle targhe. «L’obiettivo – dice Mazzuca – è collocarle tutte quante, nel giro di un anno e mezzo, nei punti concordati con la Fondazione Bilotti, aspetto solo il progetto. È un impegno che prendo volentieri perché si tratta di creazioni che non possono restare lontane dalla città». Anche perché lontane dagli occhi, lontane dal cuore.