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19/02/2024 ore 21.04
Società

Lo scippo graduale dei servizi: la battaglia per la bretella di Sibari

Il comitato “Ritorno a Sibari” alza la voce contro l'esclusione e l'abbandono delle comunità locali
di Matteo Lauria

Una lettera diretta a tutti i sindaci dei comuni della Sibaritide, dell’Alto Ionio e del Pollino, solleva un allarme urgente: lo scippo lento ma costante di servizi vitali e opportunità di sviluppo che minaccia la Sibaritide. La questione in cima all’agenda è la cosiddetta “Bretella di Sibari“.

Nel testo, redatto dal comitato di iniziativa popolare “Ritorno a Sibari“, si denuncia una situazione insidiosa. Servizi essenziali come quelli sanitari, ospedalieri, di trasporto, bancari e postali sono erosi gradualmente, a vantaggio di altre realtà forse più popolose e interessanti dal punto di vista elettorale. Lo scippo si presenta sotto molteplici forme, operando nell’ombra e sfruttando il clima di incertezza che permea i tempi attuali. I cittadini si trovano ad affrontare questa minaccia improvvisa e inattesa, mentre le popolazioni locali, fieramente legate alla propria identità e dignità, si ritrovano nell’abbandono più cupo.

La “Bretella di Sibari” emerge come l’ultimo colpo inferto a queste comunità, un progetto che minaccia di escludere la Sibaritide dalla rete ferroviaria ad alta velocità, accrescendo ulteriormente il divario infrastrutturale e sociale. Si tratta di una mossa strategica che mette in luce una guerra fra poveri, dove i territori meno rappresentati e economicamente svantaggiati rischiano di restare ancora una volta ai margini.

Il Comitato “Ritorno a Sibari” sollecita un’azione urgente da parte delle autorità competenti. Chiede un confronto aperto e trasparente su queste decisioni importanti che influenzeranno il futuro di intere comunità. Invita i sindaci e tutte le autorità sensibili a queste problematiche a organizzare incontri e dibattiti, rimanendo aperti al dialogo e alla collaborazione. La lettera si conclude con un appello alla solidarietà e alla consapevolezza della storia e della natura di questi territori, sperando che il confronto porti a soluzioni che rispettino i principi fondamentali di equità e giustizia sociale.