L’Unical prorogai termini per le borse di studio per gli studenti palestinesi, il comitato pro Pal: «La Farnesina dia risposte»
Il collettivo incontra il rettore: proroghe concesse e nuovi impegni, ma resta lo stallo sui 165 studenti palestinesi in attesa di partire
«Non esiste nessuna tregua in Palestina». È con queste parole che gli attivisti del coordinamento Unical per la Palestina denunciano la situazione in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. «Nonostante i proclami di numerosi governi, tra cui il governo Meloni – dicono –, e il conseguente adeguamento dei media dominanti, la realtà continua a essere drammatica: bombardamenti incessanti, attacchi dei coloni sempre più violenti, autorizzazioni di nuove colonie e vere e proprie politiche di pulizia etnica messe in atto dal criminale governo di Israele».
In questo scenario, ricordano gli studenti, «165 ragazzi e ragazze risultati idonei alle borse di studio messe a disposizione da diversi atenei italiani sono oggi bloccati senza ricevere alcuna risposta dalla Farnesina». Le borse rientrano in un programma europeo che coinvolge numerosi paesi dell’Unione: «Tutti hanno già avviato le procedure affinché i beneficiari possano raggiungere le università assegnate, tranne l’Italia».
Il collettivo respinge con decisione ogni interpretazione strumentale dell’iniziativa: «Non ci accodiamo – chiariscono – alle speculazioni di chi sostiene che la soluzione al genocidio sia portare i palestinesi fuori dai loro territori. Sarebbe funzionale solo a chi, dopo aver sostenuto per anni la distruzione di Gaza, vuole ora lucrare sulla sua ricostruzione, e andrebbe contro il legittimo diritto del popolo palestinese a vivere nella propria terra».
Gli attivisti, tuttavia, non intendono accettare che «studenti e studentesse che possono e vogliono venire in Italia per proseguire gli studi restino esclusi a causa di ritardi burocratici». Per questo ieri hanno incontrato il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, e la delegata all’accesso per studenti rifugiati e richiedenti protezione internazionale, la professoressa Loprieno.
Durante il confronto, spiegano, «sono state affrontate diverse questioni e le nostre richieste sono state accolte». In particolare, è stato ottenuto «il prolungamento dei termini del bando: la data ultima per l’arrivo degli studenti palestinesi non sarà più il 28 febbraio, ma il 30 giugno». Inoltre, il rettore si è impegnato a «nuove sollecitazioni politiche verso il Ministero degli Esteri affinché le procedure – attualmente in stallo – vengano sbloccate il più rapidamente possibile».
Si è parlato anche dei servizi di accoglienza che l’Unical attiverà: «Alloggi, abbonamenti ai trasporti, counseling psicologico, agevolazioni economiche e materiale accademico – elencano – saranno già predisposti quando i cinque studenti destinati a Cosenza potranno finalmente raggiungere l’ateneo».
«Accogliamo con soddisfazione questo clima di apertura», concludono, «ma ci aspettiamo che agli impegni seguano azioni concrete». Il collettivo assicura che continuerà a monitorare «quotidianamente l’andamento delle pratiche», grazie alle verifiche interne e ai contatti diretti con i beneficiari palestinesi.