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05/10/2026 ore 11.03
Società

Malaj, a trenta mesi dalla morte il processo non è ancora iniziato: la Fillea Cgil sarà parte civile

L’udienza preliminare è fissata per il 7 ottobre al Tribunale di Castrovillari. Il sindacato al fianco della famiglia dell’operaio schiacciato da una lastra di cemento. Celebre: «Giustizia per Edison e più sicurezza nei cantieri».

di Redazione

Sono trascorsi trenta mesi dalla morte di Edison Malaj, il lavoratore rimasto schiacciato da una lastra di cemento a Castrovillari il 16 febbraio 2024. Eppure, il processo non è ancora cominciato. Dopo numerosi rinvii, l’udienza preliminare è stata finalmente fissata per il 7 ottobre 2026 presso il Tribunale di Castrovillari. La Fillea Cgil Calabria sarà presente in aula e si costituirà parte civile al fianco dei familiari della vittima.

«Il nostro pensiero va innanzitutto alla famiglia di Edison, che da trenta mesi attende risposte e che in questo lungo tempo ha affrontato il dolore della perdita insieme all’incertezza di un processo che stenta a partire», dichiara Simone Celebre, segretario generale della Fillea Cgil Calabria.

Un dolore che non conosce tregua, come sottolinea Silvana Malaj, moglie di Edison, che continua a chiedere giustizia e che i responsabili vengano puniti. «Ogni persona che perde la vita mentre lavora lascia una famiglia che ha come condanna un ergastolo quotidiano», afferma Celebre. «Vogliamo che venga fatta giustizia e che tutti i colpevoli vengano puniti», ribadisce Silvana Malaj.

Frascineto, tragedia in un cantiere. Operaio schiacciato da una lastra di cemento

«A Silvana e ai figli Sara e Gabriele va la vicinanza profonda della Fillea Cgil, che resterà al loro fianco fino al pieno accertamento della verità», prosegue Celebre. «È una scelta che la nostra organizzazione porta avanti in tutti gli infortuni mortali che si verificano in Calabria e sull’intero territorio nazionale, perché riteniamo doveroso e giusto sostenere i familiari delle vittime in questo ulteriore e faticoso percorso verso la giustizia. Una giustizia dai tempi lunghissimi e con costi spesso insostenibili per chi si trova a dover affrontare, in molti casi, veri e propri colossi del settore delle costruzioni».

Da qui l’impegno del sindacato per l’introduzione del gratuito patrocinio, senza limiti di reddito, a favore dei familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro. «Come Fillea Cgil stiamo portando avanti a livello nazionale una battaglia fondamentale per l’introduzione del gratuito patrocinio, senza limiti di reddito, per i familiari delle vittime di infortuni mortali sul lavoro», spiega Celebre. «La proposta di legge, presentata a prima firma dall’onorevole Chiara Gribaudo nell’ambito della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro, ha raccolto il sostegno trasversale di tutte le forze politiche. Nei giorni scorsi, insieme ad alcuni familiari delle vittime, siamo stati ascoltati in audizione presso la Commissione Giustizia».

Il segretario generale della Fillea Cgil Calabria rivolge quindi un appello ai parlamentari calabresi, affinché sostengano concretamente l’approvazione della legge prima della fine della legislatura. «Li invitiamo pubblicamente, come abbiamo già fatto recentemente nel corso di una trasmissione Rai, a darci fattivamente una mano. Riteniamo che questo rappresenti un atto di civiltà che il nostro Paese deve compiere al più presto».

Accanto al gratuito patrocinio, il sindacato sostiene anche il riconoscimento dei lavoratori che perdono la vita sul lavoro come vittime del dovere, con l’obiettivo di garantire alle famiglie colpite sostegni concreti sul piano fiscale e previdenziale. «Lo Stato ha l’obbligo morale e istituzionale di non abbandonarle», sottolinea Celebre. Ma la giustizia, da sola, non basta. «La giustizia, per quanto necessaria, arriva però sempre a tragedia avvenuta. Ciò che serve con urgenza è evitare di arrivare a questo punto», afferma il segretario generale della Fillea Cgil Calabria.

La sicurezza nei cantieri, ribadisce il sindacato, non può essere considerata un costo da tagliare né un semplice adempimento burocratico. Servono più controlli, attraverso il potenziamento degli organici degli ispettorati del lavoro e delle Asl; una formazione concreta e continua, non soltanto formale; il rispetto rigoroso delle norme sulla movimentazione dei carichi e sull’utilizzo delle attrezzature. Fondamentale anche contrastare il lavoro irregolare e il ribasso dei costi negli appalti e nei subappalti, condizioni che alimentano situazioni di insicurezza.

«Ogni lavoratore ha il diritto sacrosanto di tornare a casa dalla propria famiglia a fine giornata. La Fillea Cgil Calabria continuerà a stare accanto alla famiglia di Edison Malaj e a tutti i familiari che affrontano questi drammi, nelle aule di tribunale così come nei luoghi di lavoro, perché la memoria delle vittime si onora soltanto con la verità, con la giustizia e con la prevenzione».