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13/07/2026 ore 12.31
Società

Michele Leonetti, due lauree e un master all’Unical: scelto dalla prestigiosa Harvard Law School

Il giovane avvocato e dottorando usufruirà di un percorso di alta formazione presso la European University Institute

di Emilia Canonaco

Il giovane avvocato e dottorando dell’UniCal Michele Leonetti è stato selezionato dai professori della prestigiosa Harvard Law School come uno dei profili più promettenti dell’informatica giuridica italiana, e usufruirà di un percorso di alta formazione presso l’autorevole European University Institute. Il dottorando dell’Università della Calabria e Research fellowship presso la fondazione Vaticana Centesimus Annus Pro Pontifice, è stato selezionato tramite una borsa di studio per far parte del ristretto gruppo di studiosi che parteciperà alla prestigiosa Summer School dello European University Institute – Department of Law, sotto l’egida accademica del Prof. Scott Brewer della Harvard Law School. Leonetti è stato valutato come uno tra i più promettenti dottorandi di ricerca italiani che si sono distinti per merito nel campo dell’informatica giuridica, ambito oggi sempre più centrale nel dibattito scientifico nazionale e legato all’intelligenza artificiale, al legal tech e alla trasformazione digitale del diritto, settore verso il quale anche l’Unical sta orientando risorse e crescendo in attenzione.

Il suo curriculum racconta un percorso d’eccellenza, tutto targato Unical: due lauree, una in Scienze politiche e delle Relazioni Internazionali e una in Legge, un master di secondo livello in Diritto del lavoro, un corso di alta formazione in Diritto amministrativo e un dottorato di ricerca dedicato ai temi dell’intelligenza artificiale, dell’informatica giuridica e della sostenibilità per le nuove tecnologie. A confermare la solidità del suo profilo contribuisce anche una significativa produzione scientifica, maturata già nel percorso dottorale, con pubblicazioni nazionali e internazionali dedicate ai temi dell’intelligenza artificiale, dell’innovazione tecnologica, dell’informatica giuridica e della sostenibilità.

A rendere il profilo ancora più peculiare è la formazione interdisciplinare maturata nell’ambito della Scuola di dottorato SIACE, che ha consolidato un percorso multidisciplinare di carattere ingegneristico-matematico mirata ad approfondito la comprensione delle infrastrutture tecnologiche. Tale formazione ha consentito di analizzare dall’interno i meccanismi che governano e regolano la costruzione algoritmica e i relativi processi energetici oggi decisivi per lo sviluppo tencolgioc italiano come i data center. Infatti, sotto il profilo scientifico Leonetti è seguito dai professori ordinari Paola B. Helzel e Pietro Pantano, espressione rispettivamente dell’area giuridica- filosofica e di quella matematico-scientifica, il giovane avvocato e ricercatore incarna una figura non comune nel panorama accademico italiano: quella del giurista del futuro, capace di confrontarsi con i linguaggi della programmazione, dell’analisi dei dati e, della sostenibilità e al tempo stesso, con la conoscenza di dominio della norma, dell’etica e della giurisprudenza.

Leonetti rappresenta così una nuova generazione di studiosi del diritto: giuristi capaci non solo di interpretare le norme, ma anche capace di comprendere il codice informatico; esperti delle regole, ma al tempo stesso in grado di verificare la programmazione. Una formazione ibrida, giuridica e tecnologica, che consente di analizzare, controllare e verificare i sistemi algoritmici impiegati nella giustizia, nella pubblica amministrazione e, più in generale, nei processi decisionali. Inoltre, nel suo percorso figurano anche esperienze di ricerca presso la City University of New York, l’attività di research fellow presso la Fondazione Centesimus Annus – Pro Pontifice in Vaticano e la consulenza legislativa presso il Senato della Repubblica, con particolare riferimento ai temi dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione tecnologica.

Accanto al percorso accademico, l’avvocato si è sempre distinto per l’impegno nel sociale e di rappresentanza, che lo pone come una sorta di unicum a metà tra tensione intellettuale e forza elettorale. All’Università della Calabria è stato protagonista della vita istituzionale come leader indiscusso dei movimenti studenteschi, sia come componente del più eletto in Senato Accademico, che come Presidente dell’associazione Sud.

L’esperienza presso il prestigioso European University Institute, sotto la direzione del Prof. Scott Brewer della Harvard Law School e del Prof. Giovanni Sartor dell’Università di Bologna, rappresenta dunque un ulteriore conferma - ove ve ne fosse la necessità - del buon lavoro fatto dall’ Università della Calabria nei confronti del proprio capitale umano. Il percorso dei giovani ricercatori racconta una storia di impegno, visione e profondo radicamento nel territorio. Un cammino reso possibile dall’intuizione dei padri fondatori dell’Università della Calabria, come il professor Beniamino Andreatta, che oggi prosegue grazie all’impulso del giovane rettore Gianluigi Greco. Infatti, proprio nei giorni scorsi, il Magnifico Rettore ha presentato il rapporto ANVUR, dal quale emerge come l’Unical si collochi tra le migliori università italiane per la qualità della ricerca, non soltanto nei dipartimenti dell’area STEM, ma anche in numerosi altri ambiti disciplinari.

Questo a testimonianza del fatto che i tanti giovani ricercatori nati all’interno dell’Università della Calabria, come lo stesso Rettore, sono oggi capaci di dimostrare che l’Ateneo stia contribuendo alla costruzione di una nuova classe dirigente: preparata, aperta al confronto e, al tempo stesso, profondamente legata alla propria terra. In questo cammino l’Unical riflette una Calabria diversa, una Calabria che prova a progredire con gentilezza, autorevolezza e forza d’animo, qualità che appartengono in modo autentico al popolo calabrese. Il percorso dei giovani che scelgono di studiare e restare in questa terra diventa così una luce e una speranza per la regione e per tutti i calabresi che credono nella possibilità di costruire, con fatica e fedeltà alle proprie radici, un futuro migliore per sé e per i propri figli.