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16/01/2026 ore 06.30
Società

Mobilità urbana, Lupo (Cosenza Ciclabile): «Fa piacere il ritorno al dialogo, ma per anni amministrazione in contromano»

Il presidente della ramificazione cosentina della federazione dopo l’audizione in commissione: «Bene il confronto, ma senza un Piano della mobilità di area urbana e scelte coerenti restano solo interventi spot. La città non ha bisogno di rattoppi»

di Paolo Mazza

Dopo quattro anni di sostanziale chiusura al confronto, l’audizione in commissione consiliare concessa alle associazioni che si occupano di mobilità sostenibile segna un momento che Ettore Lupo, presidente di FIAB Cosenza Ciclabile, definisce un cauto passo in avanti: «Parlarsi è sempre una cosa positiva, ma è inevitabile chiedersi che significato abbia questa apertura arrivata così tardi».

La domanda, secondo Lupo, è inevitabile: «Siamo davanti a un reale cambio di passo o a un atto formale, utile più a chiudere il mandato che a correggere una rotta sbagliata?». Una rotta che, a suo giudizio, si è progressivamente allontanata da quanto promesso in campagna elettorale: «Parte consistente delle nostre proposte era stata recepita integralmente nel programma della maggioranza. Zone 30, sensi unici eccetto bici, corsie preferenziali condivise con autobus e biciclette: tutto ripescato dal progetto Cosenza 2050».

Eppure, osserva Lupo, «non solo quelle misure non sono state attuate, ma in molti casi si è andati esattamente nella direzione opposta. Un’amministrazione che, dunque – e qui ripesco un’espressione utilizzata in un comunicato del 2024 – va contromano». Il punto di rottura simbolico resta la demolizione dell’isola pedonale di Largo Rodotà, davanti alle scuole di via Roma: «Quello spazio andava nella direzione delle strade scolastiche, una linea europea chiarissima. La sua distruzione è stata il primo grande colpo inferto alla mobilità dolce e alla redistribuzione dello spazio pubblico».

Da quel momento, racconta, «il confronto si è interrotto del tutto e l’amministrazione è andata avanti come un treno». FIAB ha continuato a difendere le proprie posizioni, riconoscendo anche ciò che di positivo è stato fatto: «La definizione del ponte sul Campagnano – con la conseguente riapertura alla ciclabilità - era una richiesta che portavamo avanti dal 2015. Bene che sia stato fatto, ma parliamo di progetti già esistenti finalmente portati a termine».

Il problema centrale, secondo Lupo, è l’assenza totale di pianificazione: «Si è proceduto per interventi spot, scollegati tra loro, senza alcun disegno complessivo. Anche se si vuole cementificare tutto deve esserci un piano». Un esempio su tutti: «Sono stati distrutti oltre 400 metri di piste ciclabili, da piazza Cenisio a via Conforti, senza prevedere alcuna alternativa». O ancora: «Si è sacrificato un collegamento ciclabile strategico con il centro storico – quello di via Sertorio Quattromani - per ricavare una ventina di posti auto, quando a poche decine di metri c’è un parcheggio comunale con centinaia di posti liberi».

Nel mirino finisce anche il progetto BRT (Bus Rapid Transit): «Non nasce da uno studio serio della domanda di mobilità dell’area urbana, ma dalla necessità di intercettare fondi. Otto o dieci milioni di euro, senza un piano, non risolvono nulla e rischiano di creare nuovi problemi».

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Per FIAB la soluzione è chiara: serve un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di area urbana. Un PUMS che dunque coinvolga Cosenza, Rende e Castrolibero: «L’area urbana esiste nella vita quotidiana delle persone – basta vedere quante persone si spostano da Cosenza a Rende o viceversa per motivi di lavoro - anche se amministrativamente siamo divisi. Continuare a ignorarlo significa condannarsi a decisioni scoordinate».

Accanto al piano, Lupo rilancia la proposta di una consulta permanente all’interno dell’Ambito Territoriale di Area Urbana: «Uno strumento di partecipazione reale, non una passerella. Serve un luogo dove cittadini, associazioni e competenze tecniche possano contribuire alle scelte».

Dall’audizione, spiega, sono arrivati segnali incoraggianti: «C’è stata una convergenza sorprendente tra maggioranza e opposizione nel riconoscere le criticità. Sono stati presi impegni informali, il clima è stato positivo». Ma la prudenza resta: «È pur vero che questa apertura arriva a un anno dalla fine del mandato…non siamo ingenui!».

La conclusione è netta: «O si sceglie la strada della pianificazione condivisa, oppure tutto quello che verrà fatto da qui in avanti rischia di essere solo propaganda elettorale. La città non ha bisogno di rattoppi, ma di una visione chiara e coraggiosa».