Saracena porta il Moscato Passito al Vinitaly e rilancia il territorio
Il Comune protagonista nello stand Calabria con un talk dedicato al vino come comunità e con il racconto del Moscato come marcatore identitario distintivo.
Il Moscato di Saracena torna al centro della promozione regionale e nazionale con una vetrina d’eccezione come Vinitaly 2026, la manifestazione di riferimento per il settore vitivinicolo internazionale. Il Comune del Pollino sarà tra i protagonisti del programma ufficiale promosso dalla Regione Calabria insieme ad Arsac, in un percorso che punta a saldare vino, identità, territorio e sviluppo.
Per Saracena non si tratta soltanto di una partecipazione istituzionale a una grande fiera, ma di un passaggio coerente con una strategia più ampia: trasformare il Moscato Passito in uno strumento di racconto, riconoscimento e crescita. Il vino, in questa prospettiva, non è presentato solo come eccellenza produttiva, ma come elemento capace di tenere insieme comunità, paesaggio, memoria e prospettive economiche.
Saracena al Vinitaly nello stand Calabria
La presenza del Comune calabrese si inserisce nel calendario degli eventi con cui la Regione Calabria, attraverso l’assessorato all’Agricoltura guidato da Gianluca Gallo, continua a investire sulla valorizzazione del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico regionale.
L’obiettivo è duplice. Da un lato accrescere la consapevolezza interna sul valore competitivo delle produzioni calabresi. Dall’altro rafforzare una comunicazione più efficace e più esperienziale, capace di promuovere insieme il prodotto e il territorio da cui nasce. In questo quadro, il Moscato di Saracena viene indicato come uno dei simboli più forti della biodiversità e della storia produttiva calabrese.
Il talk su “Il vino che si fa comunità”
All’interno di Vinitaly parteciperà anche il sindaco Renzo Russo, atteso martedì 14 aprile alle 12.30 nello stand Calabria, in occasione del talk intitolato “Il vino che si fa comunità”. Sarà uno dei momenti centrali della presenza saracenara alla rassegna veronese.
Nel corso dell’incontro, alla presenza dell’assessore regionale Gianluca Gallo, verrà presentato anche il volume “Il Moscato di Saracena – Storie di donne e uomini” di Saveria Sesto, libro che mette al centro il legame tra la produzione del passito e la vita della comunità che lo custodisce e lo tramanda.
Il libro che racconta il Moscato come identità
Per il sindaco Russo, l’opera dedicata al Moscato restituisce a questo vino una centralità che va ben oltre la dimensione produttiva. Il passito saracenaro viene infatti descritto come parte di una vera e propria grammatica identitaria, capace di tenere insieme comunità, paesaggio e modello di sviluppo.
Il punto più rilevante è proprio questo: il Moscato Passito al Governo di Saracena, grazie al suo metodo di produzione plurisecolare e originale, viene riconosciuto come uno dei Marcatori Identitari Distintivi della Calabria Straordinaria. Non solo un vino, dunque, ma un patrimonio culturale e storico che rappresenta la singolarità del territorio.
Un metodo millenario che diventa valore distintivo
È proprio il metodo di produzione a rendere il Moscato di Saracena un caso unico nel panorama vitivinicolo regionale e nazionale. La sua storia millenaria e la sua specificità tecnica diventano così parte integrante della narrazione promozionale che la Calabria vuole portare avanti anche sui mercati esteri.
Regione, Arsac ed esperti nel confronto di Verona
Il talk vedrà la partecipazione, oltre che dell’autrice del volume e del sindaco di Saracena, anche di altri protagonisti del mondo istituzionale e scientifico. Interverranno infatti il direttore generale di Arsac, Michela Fulvia Caligiuri, il dirigente del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria Domenico Ferraro, il giornalista enogastronomico Luca Grippo e il professore emerito Attilio Scienza.
La scelta dei relatori conferma la volontà di collocare il Moscato di Saracena in un confronto ampio, dove la promozione del vino si intreccia con il valore culturale della produzione, con la riflessione sul territorio e con il tema più generale dello sviluppo locale.
La Casa del Moscato aprirà a maggio nel centro storico
Il percorso di valorizzazione non si fermerà a Verona. Il prossimo 9 maggio, infatti, il racconto del Moscato troverà un nuovo momento di rilancio direttamente a Saracena, in occasione dell’inaugurazione della Casa del Moscato, prevista nell’ambito della dodicesima edizione del Saracena Wine Festival.
La struttura sorgerà nell’ex Municipio di Piazza Senatore e sarà realizzata grazie al Bando Borghi della Regione Calabria. L’idea è quella di creare uno spazio permanente dedicato a incontri, formazione, degustazioni e divulgazione della cultura del Moscato, trasformando il centro storico in un luogo stabile di racconto e promozione.
Un’infrastruttura culturale per il territorio
La Casa del Moscato viene definita dal sindaco Russo come il luogo fisico di una visione strategica più ampia. Non un semplice contenitore, ma uno spazio dove identità, produzione e cultura possano diventare esperienza concreta.
La linea indicata dall’amministrazione comunale è precisa: Saracena non intende rincorrere modelli esterni, ma partire dalla propria unicità distintiva per costruire un progetto di sviluppo autonomo e coerente con la storia del territorio. In questo quadro, il Moscato Passito viene assunto come leva culturale ed economica, capace di generare attrattività, reddito e nuove opportunità.