Da Zerocalcare a Maicol&Mirco, la mostra di fumettisti sulla Palestina arriva all’Unical – FOTOGALLERY
Su iniziativa del professore di storia islamica dell’Ateneo calabrese, Francesco Alfonso Leccese, la collezione itinerante “Falastina Hurrà” è arrivata nella Biblioteca di Area Umanistica: «Grande appoggio del Rettore Greco»
“It’s not a war, it’s a genocide”. “Non è una guerra, è un genocidio”. La frase che in molti hanno ripetuto e che altrettanti hanno ignorato campeggia adesso nella Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” dell’Università della Calabria all’interno della mostra itinerante “Falastin Hurra”, pensata per raccogliere oltre 70 opere di fumettisti italiani e non in appoggio alla causa palestinese.
Le vite sospese dei cinque universitari bloccati a Gaza, la studentessa ammessa all’Unical: «Abbiamo paura. La vita qui è un inferno»«La mostra nasce nel dicembre del 2023 proprio dalla necessità di parlare di Gaza. A fronte di tantissima propaganda e di un racconto spesso distorto o silenziato di quello che stava accadendo già allora, abbiamo sentito il bisogno di creare uno spazio di riflessione e di confronto su quella realtà». A parlare è uno dei tre curatori della mostra, Alino: «Io lo dico sempre: questa è una mostra che portiamo in giro da due anni e mezzo, che ha avuto anche un certo successo, ma che onestamente noi tre curatori avremmo preferito non dover realizzare. È una mostra che nasce dal dolore, dalla morte e dal conflitto».
Il docente di Storia dei paesi islamici Leccese: «Serve a stimolare un dibattito»
La mostra partita da Napoli e arrivata fino a Bogotà approda dunque fra i cubi dell’Unical, proprio laddove si è creato uno dei movimenti pro Palestina più forti d’Italia, grazie all’iniziativa presa dal Professore associato di storia dei paesi islamici Francesco Alfonso Leccese con l’idea di dare un’analisi critica della questione palestinese attraverso l’arte: «L’idea è quella di portare all’interno dell’università un dibattito di tipo accademico, scevro da qualunque tipo di ideologia, e offrire un’analisi critica della situazione storica della questione palestinese. Abbiamo scelto di farlo attraverso uno strumento forse inconsueto, cioè l’arte, l’illustrazione e il fumetto, per mostrare le radici storiche della questione palestinese».
Studenti palestinesi attesi all’Unical, Greco assicura: «Attivati tutti i canali possibili»Il tentativo, dunque, è quello di «stimolare un dibattito che coinvolga non solo il cosiddetto Occidente ma anche il Sud globale. L’obiettivo è porre al centro della discussione contemporanea il tema della questione palestinese e, più in generale, quello dei diritti umani in Palestina».
Alino e Leccese: «Una presa di posizione decisiva del Rettore»
La proposta del professore Leccese di portare la mostra all’Unical è stata accolta dal Rettore Unical, Gianluigi Greco, tra gli obiettivi strategici del proprio mandato aveva inserito la promozione di eventi di dibattito sulla drammatica situazione nella Striscia di Gaza. Motivo per cui al titolare della poltrona più importante di Arcavacata vanno gli applausi del curatore Alino: «Sono molto contento di trovarmi qui, in un contesto universitario e quindi anche istituzionale, che considero piuttosto coraggioso. Non vi nascondo che non è stato sempre facile trovare spazi disponibili a ospitare una mostra sul genocidio in Palestina, soprattutto luoghi non già convinti o sensibili rispetto alla tematica. Per questo credo che il fatto che l’Università della Calabria abbia deciso di accogliere questa mostra rappresenti un gesto di grande responsabilità e anche una presa di posizione importante».
«Ricongiungimento familiare per studenti e studentesse Unical palestinesi»Ai complimenti si accoda anche il professore Leccese: «Già nel programma del candidato Rettore Greco era presente il tema di Gaza e, più in generale, la promozione di attività accademiche capaci di approfondire e chiarire la questione palestinese. Quella dell’Unical è la prima occasione in cui un’università italiana, quindi un’istituzione statale, ospita queste opere per un periodo così lungo. Posso dire con grande franchezza – conclude Leccese – che non abbiamo incontrato alcuna resistenza, ma anzi una totale apertura da parte delle istituzioni accademiche, del rettore Greco, dei Dipartimenti e della Biblioteca di Area Umanistica che ospita l’evento».
La mostra resterà aperta fino al 1° aprile 2026 negli orari della Biblioteca di Area Umanistica “F. E. Fagiani” dell’Università della Calabria: da lunedì a giovedì, dalle 9:00 alle 20:05, e venerdì dalle 9:00 alle 17:00
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