Music for Change, Federico Baldi in finale a Cosenza con «Come i fantasmi»
Il cantautore bergamasco salirà sul palco del Teatro Rendano il 9 ottobre. Nella stessa giornata uscirà il nuovo singolo
Federico Baldi è tra i finalisti della diciassettesima edizione di Music for Change, il premio nazionale promosso da Musica contro le mafie. Il cantautore e performer salirà sul palco del Teatro Rendano di Cosenza venerdì 9 ottobre con «Come i fantasmi», singolo che sarà pubblicato nella stessa giornata.
Cresciuto a Bergamo e trasferitosi a Roma da otto anni, Baldi proviene da un percorso artistico nel quale musica e teatro si intrecciano. Ha frequentato il biennio di alta formazione in canzone di Officina Pasolini e ha costruito un progetto basato sull’alternanza tra canzoni, monologhi, confessione personale e ironia.
Nell’ultimo anno ha raggiunto la finale di tre premi nazionali: Music for Change, Musicultura e il Premio De André.
Un brano dedicato ad “Amplify Democracy”
«Come i fantasmi» è nato durante il Sound Village, la residenza artistica collegata a Music for Change. Il tema assegnato a Baldi era “Amplify Democracy”, dedicato a partecipazione, cittadinanza e cambiamento.
Il brano, prodotto da Michele Valente, Taketo Gohara e Rosario Canale, sarà inserito nel progetto discografico collettivo della diciassettesima edizione del premio. Il 9 ottobre verrà presentato dal vivo durante la finale cosentina.
La canzone affronta con ironia e malinconia lo smarrimento di una generazione che prova a trovare individualmente una soluzione alle proprie difficoltà, finendo però, nella lettura proposta dall’artista, per allontanarsi dal conflitto e dalla dimensione collettiva.
«Che se mi risolvo in terapia / come faccio a fare la rivoluzione / come faccio a far poesia?», canta Baldi nel brano.
Baldi: «Non ce l’ho con la terapia»
«Ho scritto la canzone dopo aver sentito la stessa frase quattro volte in un giorno: “Il mio ex mi ha trattato male perché non è mai andato in terapia”», racconta il cantautore.
«Non ce l’ho con la terapia, che per molte persone è preziosa. Ce l’ho con il modo in cui il suo lessico è diventato una moda, una risposta pronta per tutto, come se le ombre dell’essere umano si potessero sistemare con due sedute».
Baldi chiarisce così il punto di partenza della canzone, costruita intorno a una riflessione sul linguaggio della terapia e sulla sua diffusione nella comunicazione quotidiana.
«La canzone arriva a una conclusione un po’ azzardata, lo ammetto: che questo individualismo ci abbia tolto la voglia di scendere in piazza. Siamo diventati così evoluti, così risolti, da finire quasi per scomparire, come i fantasmi».
I monologhi video e il primo album
L’uscita di «Come i fantasmi» sarà accompagnata da una serie di monologhi video dedicati allo stesso tema. In uno di questi, il cantautore immagina che l’Accademia della Crusca decida di mettere al bando la parola “disfunzionale”.
«Prima una cosa era vera se era vera, adesso è vera se a qualcuno fa male. Da “penso quindi sono” a “soffro quindi è vero”», afferma Baldi nel monologo.
Il singolo anticipa il primo album dell’artista, intitolato «L’unica alternativa al cappio». Nel progetto le canzoni si alterneranno ai capitoli di un audiolibro in prosa, proseguendo il dialogo tra musica e teatro che caratterizza il suo percorso.
Nelle prossime settimane Baldi annuncerà inoltre il tour “Terapia di Gruppo 2026”, con tappe previste a Milano, Reggio Emilia, Roma e Bergamo. Il 18 ottobre aprirà il concerto di Bobo Rondelli al Druso di Ranica.